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	<title>Casa per l'Europa di Gemona &#187; Esperienze vissute</title>
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		<title>UNA RAPIDA OCCHIATA SU COSA SIGNIFICA ESSERE STUDENTI ERASMUS</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 05:56:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Casa per l'Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze vissute]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Prodotto dai membri della Rete di Studenti Erasmus (ESN) Ruben Alonso (ESN Barcellona, Spagna) e Marge Taivere (ESN Tartu, Estonia), il breve documentario intende mostrare, da una parte, i pregiudizi e i maggiori impedimenti degli studenti all’accesso al programma di scambio Erasmus, e dall’altra, le sfide e le impressioni positive su cosa significa essere uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.casaxeuropa.org/wp-content/uploads/2011/06/images2.jpg"><img src="http://www.casaxeuropa.org/wp-content/uploads/2011/06/images2.jpg" alt="images" title="images" width="250" height="100" class="alignleft size-full wp-image-14186" /></a><strong>Prodotto dai membri della Rete di Studenti Erasmus (ESN) Ruben Alonso (ESN Barcellona, Spagna) e Marge Taivere (ESN Tartu, Estonia),</strong> il breve documentario intende mostrare, da una parte, i pregiudizi e i maggiori impedimenti degli studenti all’accesso al programma di scambio Erasmus, e dall’altra, le sfide e le impressioni positive su cosa significa essere uno studente Erasmus.<br />
Vai al <a href="http://esn.org/article/erasmus-video-about-erasmus-and-about-esn">video</a>.</p>
<p><a href="http://www.eurodesk.it/notizie/una-rapida-occhiata-su-cosa-significa-essere-uno-studente-erasmus">Fonte</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>The Charlestones, dalla Carnia al Heineken Jammin&#8217; festival</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 06:39:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Casa per l'Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze vissute]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche il Friuli Venezia Giulia, e la Carnia in particolare, saranno protagonisti a giugno nella tre giorni (dal 9 all’11) della tredicesima edizione dell&#8217;Heineken Jammin Festival, una delle manifestazioni musicali più importanti  in Italia nella stagione estiva.
Nel Parco di San Giuliano di Mestre, in un&#8217;area di oltre 700.000 metri quadri, tra i big Coldplay, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.casaxeuropa.org/wp-content/uploads/2011/06/charlestones.jpg"><img src="http://www.casaxeuropa.org/wp-content/uploads/2011/06/charlestones.jpg" alt="charlestones" title="charlestones" width="150" height="155" class="alignleft size-full wp-image-14068" /></a><strong>Anche il Friuli Venezia Giulia, e la Carnia in particolare, saranno protagonisti a giugno nella tre giorni (dal 9 all’11) della tredicesima edizione dell&#8217;Heineken Jammin Festival, una delle manifestazioni musicali più importanti  in Italia nella stagione estiva.</strong><br />
Nel Parco di San Giuliano di Mestre, in un&#8217;area di oltre 700.000 metri quadri, tra i big Coldplay, Vasco Rossi, Elbow, Verdena, Interpol, Fabri Fibra e i Negramaro, ci saranno anche i The Charlestones, tra le più raffinate band emergenti del panorama musicale pop interregionale. Mattia Bonanni di Raveo voce e chitarra; Matteo Peresson di Villa Santina alla chitarra e basso; il triestino Gian Marco Crevatin alla chitarra e il tolmezzino Federico Pellizzari alla batteria, tutti e quattro studenti universitari con la passione del brit pop, stile Coldplay per capirci, si ritroveranno così sul palco veneziano del Jammin Festival dopo aver sbaragliato, nelle varie selezioni, 5 mila band italiane. Passate le varie scremature la fase della semifinale si è svolta a Milano dove le band finaliste sono state intervistate da RockTv e hanno suonato un pezzo nei loro studi.<span id="more-14067"></span> Da qui sono stati selezionati i 30 gruppi giudicati dalla giuria degni e meritevoli di calcare un palco così impegnativo, e tra questi i The Charlestones sono arrivati quarti assoluti, guadagnandosi così il diritto di usufruire dei riflettori e di un palco riservato ad artisti affermatissimi. I Charlestones hanno pubblicato l&#8217;anno scorso il disco Out of the Blue, per la Moscow Records di Udine.<br />
<a href="http://www.musicologi.com/portale/it/archivio/news/5-news/1868-the-charlestones-dalla-carnia-al-heineken-jammin-festival"><br />
Fonte</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>“Altreitalie Summer Academy 150”, a Torino, dal 12 al 15 luglio</title>
		<link>http://www.casaxeuropa.org/2011/05/22/%e2%80%9caltreitalie-summer-academy-150%e2%80%9d-a-torino-dal-12-al-15-luglio/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 09:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Casa per l'Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze vissute]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Entro il 5 giugno le domande di ammissione
Il Centro Altreitalie sulle Migrazioni italiane, Globus et Locus, in collaborazione con il Comitato Esperienza Italia e grazie al finanziamento della Compagnia di San Paolo, organizza dal 12 al 15 luglio la “Altreitalie Summer Academy 150”, a Torino.
Quest’anno si parlerà delle iniziative sulle migrazioni da e per l’Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.casaxeuropa.org/wp-content/uploads/2011/05/img75734_0_0.jpg"><img src="http://www.casaxeuropa.org/wp-content/uploads/2011/05/img75734_0_0.jpg" alt="img75734_0_0" title="img75734_0_0" width="350" height="80" class="alignleft size-full wp-image-13823" /></a><strong>Entro il 5 giugno le domande di ammissione</strong></p>
<p><strong>Il Centro Altreitalie sulle Migrazioni italiane, Globus et Locus, in collaborazione con il Comitato Esperienza Italia e grazie al finanziamento della Compagnia di San Paolo, organizza dal 12 al 15 luglio la “Altreitalie Summer Academy 150”, a Torino.</strong><br />
Quest’anno si parlerà delle iniziative sulle migrazioni da e per l’Italia che sono state intraprese per celebrare il 150 anniversario dell’Unità d’Italia, del ruolo e dei segni della civilizzazione italica nel mondo, della storia e delle ricadute dell’esperienza coloniale italiana in Africa e della questione sempre più attuale dell’esodo dei giovani italiani. Per la Regione, parteciperà, tra i docenti, Antonio Giusa, del Servizio Corregionali all&#8217;estero.<br />
Termine utile per le richieste di partecipazione: 5 giugno 2011.<br />
Vai al <a href="http://www.altreitalie.it/">sito </a>ufficiale.</p>
<p><a href="http://www.regione.fvg.it/rafvg/news/eventi.act?portale=yes&#038;m=dettaglio&#038;id=2924&#038;dir=/rafvg/cms/RAFVG/AT5&#038;nw=1">Fonte</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>BRONZO PER UNO STUDENTE DEL BACHMANN  ALLE OLIMPIADI NAZIONALI DI MATEMATICA</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 10:21:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Casa per l'Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze vissute]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sogno si è realizzato! Claudio Afeltra, liceale di 3^A all’Omnicomprensivo “I. Bachmann” di Tarvisio, ha vinto la medaglia di bronzo alla finale nazionale delle Olimpiadi di Matematica 2010-2011 svoltasi a Cesenatico (FC) dal 6 all’8 maggio scorso. 
Il giovane allievo, appena sedicenne e alla prima esperienza in una gara del genere, si è cimentato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.casaxeuropa.org/wp-content/uploads/2011/05/arton237.jpg"><img src="http://www.casaxeuropa.org/wp-content/uploads/2011/05/arton237.jpg" alt="arton237" title="arton237" width="150" height="150" class="alignleft size-full wp-image-13870" /></a><strong>Il sogno si è realizzato! Claudio Afeltra, liceale di 3^A all’Omnicomprensivo “I. Bachmann” di Tarvisio, ha vinto la medaglia di bronzo alla finale nazionale delle Olimpiadi di Matematica 2010-2011 svoltasi a Cesenatico (FC) dal 6 all’8 maggio scorso. </strong><br />
Il giovane allievo, appena sedicenne e alla prima esperienza in una gara del genere, si è cimentato, assieme ad altri 300 studenti di scuole superiori selezionati in tutta Italia, nella risoluzione di diversi problemi dimostrativi ad alto quoziente di difficoltà nel tempo massimo di 4 ore e mezzo. A testimonianza della grande complessità dei quesiti vi sono anche le scuse rivolte al pubblico presente in sala da parte degli organizzatori il giorno della premiazione per aver somministrato, tra l’altro, un problema di geometria straordinariamente complicato, risolto da un solo studente tra i partecipanti alla gara. <span id="more-13869"></span><br />
La medaglia vinta dal tarvisiano riempie di gioia immensa la famiglia, i compagni di classe che lo hanno accompagnato e sostenuto sia durante i giorni della manifestazione che in preparazione ad essa e tutto il personale del Bachmann. Il risultato ottenuto conferma le sue grandi doti di risolutore di problemi e rappresenta il punto di partenza per un suo futuro, magari nell’universo degli studi matematici. Un particolare ringraziamento deve essere rivolto al prof. Salvatore Damantino, suo insegnante e guida nel grande e complesso mondo della matematica, per aver creduto nelle potenzialità e capacità di Claudio, averlo spronato a partecipare al concorso nazionale e averlo preparato in tutto il lungo percorso precedente alla gara. </p>
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		<title>In viaggio &#8211; La mostra. Udine, 28 Marzo &#8211; 28 Maggio 2011</title>
		<link>http://www.casaxeuropa.org/2011/03/30/in-viaggio-la-mostra-udine-28-marzo-28-maggio-2011/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 11:19:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Casa per l'Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienze vissute]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ambito del progetto AMMER (Archivio Multimediale della Memoria dell&#8217;Emigrazione Regionale), la Regione e l&#8217;Università organizzano una mostra itinerante dedicata alla conoscenza e all&#8217;analisi dell&#8217;esperienza migratoria dei corregionali nel mondo. L&#8217;iniziativa è particolarmente indirizzata al mondo della scuola e dei giovani.
Per informazioni
Visita previo appuntamento. Tel. +39 349 1253530
Eventi collaterali
Dall&#8217;8 aprile al 10 maggio seminari dedicati al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>Nell&#8217;ambito del progetto AMMER (Archivio Multimediale della Memoria dell&#8217;Emigrazione Regionale), la Regione e l&#8217;Università organizzano una mostra itinerante dedicata alla conoscenza e all&#8217;analisi dell&#8217;esperienza migratoria dei corregionali nel mondo.</strong> L&#8217;iniziativa è particolarmente indirizzata al mondo della scuola e dei giovani.<br />
Per informazioni<br />
Visita previo appuntamento. Tel. +39 349 1253530</p>
<p><strong>Eventi collaterali</strong><br />
Dall&#8217;8 aprile al 10 maggio seminari dedicati al tema &#8220;In viaggio. Gli archivi e le fonti della storia delle migrazioni&#8221;, con docenti universitari, esperti, ricercatori. </p>
<p><a href="http://eventi.regione.fvg.it/Portale/dettaglioEvento.asp?evento=1661">Fonte</a></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>A Gemona e Tolmezzo gare di matematica ITALIA-Turchia</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 14:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Casa per l'Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienze vissute]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Al via un progetto del Liceo «Magrini» di scambi interculturali con una scuola superiore di Ankara.«Reflecting» è il nuovo progetto di scambio interculturale con la Turchia promosso dal Ministero dell’Istruzione, Direzione Generale agli Affari Internazionali, che coinvolge alcuni istituti italiani e turchi tra cui il Liceo Scientifico «Luigi Magrini» di Gemona e il Liceo Scientifico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.casaxeuropa.org/wp-content/uploads/2011/02/Matematica-150x150.jpg" alt="Matematica" title="Matematica" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-12472" /><strong>Al via un progetto del Liceo «Magrini» di scambi interculturali con una scuola superiore di Ankara.</strong><strong>«Reflecting» è il nuovo progetto di scambio interculturale con la Turchia promosso dal Ministero dell’Istruzione, Direzione Generale agli Affari Internazionali, che coinvolge alcuni istituti italiani e turchi tra cui il Liceo Scientifico «Luigi Magrini» di Gemona e il Liceo Scientifico «Yldirim Beyazit» di Ankara.</strong> Il Liceo Magrini, unica istituzione in Regione e una delle 8 in Italia, è stata selezionata per avere proposto un Progetto valutato dal Ministero di notevole valenza didattica, considerato che riesce a coniugare materie scientifiche, lingue straniere e nuove tecnologie, così come suggerito dalle linee guida dell’Unione Europea sull’istruzione.<br />
Il primo passo della collaborazione tra i due istituti ha preso il via martedì scorso 22 febbraio con una gara di matematica a squadre, che si è svolta on line e ha visto la partecipazione di quattro squadre del «Magrini», tre dell’istituto turco e una del liceo scientifico «Paschini» di Tolmezzo.<br />
Gli insegnanti Sandra Muzzolini, Santina De Monte, Laura Candotti e Sandro Campigotto, insieme al dirigente Livio Bearzi, si sono coordinati per alcuni mesi con i docenti di Ankara per permettere la riuscita della competizione basata sul comune linguaggio dei numeri. Prima della gara, gli studenti si sono conosciuti e salutati via Skype per poi sfidarsi su una batteria di 10 problemi, ai quali hanno dovuto rispondere lavorando rigorosamente in équipe. Al primo posto è risultata una delle tre classi del liceo di Ankara, mentre sono arrivati secondi e terzi rispettivamente il liceo «Magrini» e il «Paschini». <span id="more-12471"></span><br />
L’iniziativa ha riscosso un grande successo tra gli studenti, dimostrando ancora una volta quanto lo studio di discipline ostiche come la matematica, possa diventare motivante se proposto attraverso il gioco, il lavoro di gruppo e la sfida non agonistica. Vista la buona riuscita, le gare verranno riproposte nel prossimo mese di aprile e maggio.<br />
Il progetto si è potuto concretizzare anche grazie all’innovativa piattaforma web, realizzata dall’insegnante tolmezzino Sandro Campigotto, disponibile sia in italiano che in inglese, che permette un’elaborazione in tempo reale dei punteggi delle varie squadre e della relativa classifica, facendo in modo che gli studenti possano confrontarsi nelle gare di matematica anche a distanza, mentre grazie ai collegamenti forniti dalle nuove tecnologie tutto viene fatto online ed in tempo reale.</p>
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		<title>MULTICULTURALITÁ A SCUOLA &#8211; Giovani argentini ospiti allo IAL di Gemona del Friuli</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 09:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Casa per l'Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze vissute]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Mondi diversi, scuole lontane, problematiche distanti. Unico comun denominatore, la voglia di conoscere altre realtà per avere una visione più ampia. E da cosa nasce cosa. Uno scambio di progettualità, di intenti e un arricchimento. E’ quanto accaduto al centro IAL di Gemona del Friuli che ha ospitato in questi giorni i ragazzi del quartiere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.casaxeuropa.org/wp-content/uploads/2011/02/argentina-150x150.jpg" alt="argentina" title="argentina" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-12396" />Mondi diversi, scuole lontane, problematiche distanti. Unico comun denominatore, la voglia di conoscere altre realtà per avere una visione più ampia. E da cosa nasce cosa. Uno scambio di progettualità, di intenti e un arricchimento. E’ quanto accaduto al centro IAL di Gemona del Friuli che ha ospitato in questi giorni i ragazzi del quartiere Ferrari di Buenos Aires facenti parte del progetto Snait, dove sono coinvolti un gruppo di volontari friulani, tra cui Federico Galvani, docente di orientamento e comunicazione dello IAL, impegnati a<br />
sviluppare un processo di autopromozione sociale, economica e civile in materia di formazione multiculturale reciproca.<span id="more-12395"></span><br />
I giovani ospiti della scuola di Gemona si stanno formando per poter aiutare i bambini della villas di  Buenos Aires e offrire loro una possibilità di riscatto. Tra i ragazzi dello IAL e i futuri volontari argentini è nato nel corso dell’anno scolastico un intenso rapporto epistolare. Il docente Galvani ha preparato le allieve del corso di<br />
acconciatura a comprendere come i giovani possono aiutare altri coetanei a costruire un futuro migliore. Questo può essere fatto nella società del benessere in cui si sono persi alcuni valori fondamentali e uno<br />
degli scempi evidenti si rintraccia in fenomeni come il bullismo, ma anche in una realtà quale la parrocchia di San Paolo del quartiere argentino Ferrari, in cui i diritti dei bambini vengono calpestati e il rischio di diventare “cattivi cittadini” è altissimo.</p>
<p>Le studentesse dello IAL, orgogliose del proprio istituto, hanno mostrato gli ambienti di studio e di pratica, mentre i ragazzi argentini hanno fatto vedere come grazie ai volontari friulani alcuni bambini hanno ripreso a sognare e a credere nella vita. L’esperienza del volontariato ha portato in Argentina laboratori di artigianato,<br />
teatrali, musicali, di disegno, ha dato nuove prospettive di lavoro. Lo scambio tra mondi diversi, dunque, è stato propositivo, un’esperienza di vita per le giovani dello IAL. </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Paolo, la storia di un&#8217;idea geniale. Anzi, sublime</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 11:07:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Casa per l'Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze vissute]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Quella che segue è una storia di meglio gioventù, ricostruita attraverso fonti giornalistiche e un&#8217;intervista con il protagonista

di Luca Pautasso   
C’è un programma delle Nazioni Unite che raccoglie e promuove tutte le idee e i progetti considerati così importanti, rivoluzionari e innovativi da poter portare sviluppo e benessere dell’intera umanità. Una sorta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.casaxeuropa.org/wp-content/uploads/2011/01/paolo-150x150.jpg" alt="paolo" title="paolo" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-11858" /><em>Quella che segue è una storia di meglio gioventù, ricostruita attraverso fonti giornalistiche e un&#8217;intervista con il protagonista</em><br />
<strong><br />
di Luca Pautasso   </strong></p>
<p><strong>C’è un programma delle Nazioni Unite che raccoglie e promuove tutte le idee e i progetti considerati così importanti, rivoluzionari e innovativi da poter portare sviluppo e benessere dell’intera umanità.</strong> Una sorta di grande contenitore di idee in grado di cambiare il mondo, insomma. Idee geniali. Ma quella di Paolo Franceschetti, 29enne padovano con un dottorato di ricerca presso la facoltà di Scienze Ambientali dell’Università di Venezia, che in questo programma è stata cooptata con tutti gli onori, è addirittura…sublime. E proprio nel senso letterale del termine.<span id="more-11857"></span></p>
<p><strong>La sua invenzione</strong>, spiegata in termini semplici, <strong>è una sorta di serra all’interno della quale l’acqua salata o inquinata viene fatta evaporare, liberata dagli agenti contaminanti e quindi condensata nuovamente, bevibile e purissima. </strong>Un procedimento molto simile a quello che si verifica sotto il coperchio della pentola in cui si fa bollire l’acqua per la pasta e, tutto sommato, altrettanto facile da realizzare. Con la differenza che, nel caso della serra di Paolo, bastano 60 gradi anziché 100 per attivare il processo, e ancora meno se si insuffla all’interno della serra dell’aria secca che accelera l’evaporazione attraverso il principio noto a chimici e fisici come legge dell’equilibrio mobile. In più, in questo caso, per riscaldare l’acqua non servono gas né altri combustibili: ci pensa il sole, una fonte di energia inesauribile, a meno che non intendiate vivere per altri 6-7 miliardi di anni, e soprattutto gratuita e a disposizione di tutti, più o meno in ogni angolo del globo. E se pensate che la serra può avere le dimensioni di un metro quadrato appena, oppure, ove necessario essere molto più grande, comprenderete senza troppi lambiccamenti matematici cosa potrebbe significare per il piccolo villaggio africano che deve purificare l’acqua del suo pozzo, per un paese in via di sviluppo dell’area tropicale, o per la grande nazione mediorientale che non ha altre fonti idriche se non il mare, e magari spende ogni anno milioni e milioni di dollari in impianti di desalinizzazione. «La sperimentazione finora effettuata ha dimostrato che il prototipo ha un’efficienza del 57%, contro il 50% delle altre serre solari attualmente esistenti» spiega il giovane dottorando padovano, illustrando le caratteristiche della sua invenzione. Come fa un sistema così semplice ad essere anche così efficace? Beh, forse proprio perché è semplice.</p>
<p><strong>Non c’è da stupirsi dunque che la sua idea abbia riscosso tanto successo in giro per il mondo,</strong> sia da parte di chi intende mettere le sue scoperte a servizio del progresso, sia da parte di chi, come parecchie multinazionali, sta facendo invece il diavolo a quattro per acquistare i diritti di un brevetto che rischierebbe di chiudere, è proprio il caso di dirlo, il rubinetto dei guadagni facili sul fronte dei costosissimi impianti di desalinizzazione attualmente in uso. Grazie a questa invenzione è stato notato anche dall’International Desalinization Association, che lo ha invitato a presentare il progetto durante l’ultima conferenza svoltasi a Dubai, e da numerose altre associazioni internazionali del settore interessate a coltivare l’idea di Paolo e a farla diventare ancora più grande. Ma non solo: nonostante il progetto sia ancora a tutti gli effetti in fase sperimentale, cominciano già a fioccare le prime proposte concrete. <strong>«Ho ricevuto la richiesta da parte del Ministero dell’Ambiente boliviano per presentare là il mio prototipo – racconta Paolo – e in queste settimane sto organizzando la spedizione in Sud America».</strong> Sempre in America Latina, questa volta nell’area tropicale, dovrebbe partire anche la fase di sperimentazione prevista dal protocollo del dottorato di ricerca: «A gennaio partirà un progetto congiunto con l’Università di Trujillo, in Perù – spiega – e contestualmente una collaborazione con una ONG che si occupa di adozioni a distanza nella zona, che utilizzerà una mini-serra per purificare l’acqua che devono i bambini ospitati nella loro struttura. Un progetto simile – aggiunge – partirà presto anche in Africa, in Mozambico, dove in molti casi l’acqua dei pozzi è imbevibile».</p>
<p><strong>Paolo ha ancora altri tre anni, la durata del suo dottorato di ricerca con la guida del professor Francesco Gonella, per portare a compimento lo sviluppo di un progetto che, già in fase embrionale, ha dimostrato di essere davvero rivoluzionario. </strong>A sostenerlo, un fondo promosso dalla Regione Veneto ed un altro dell’ente “Veneto Innovazione” che contribuiranno a “sponsorizzare” il suo desalinizzatore “pret-a-porter” nei quattro angoli del globo, a caccia di potenziali nuovi supporter che certamente non tarderanno a farsi sentire. E poi ci sono le ricerche già in cantiere per il futuro, che il 29enne padovano ha radunato assieme ai risultati conseguiti finora sul suo sito web <a href="http://www.intradep.com">www.intradep.com</a>.</p>
<p>Sono sempre le idee più semplici quelle che poi si rivelano essere le più straordinarie. E quella della serra desalinizzatrice di Paolo Franceschetti lo è di sicuro. Semplice come bere un bicchier d’acqua. </p>
<p><a href="http://www.gioventu.gov.it/la-meglio-gioventu/paolo-la-storia-di-un%27idea-geniale-anzi-sublime.aspx">Fonte</a></p>
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		<title>I giovani e il volontariato: l&#8217;esperienza di Andrea Londero in Lettonia</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 16:05:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Casa per l'Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze vissute]]></category>

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		<description><![CDATA[Come vi abbiamo già dato notizia tempo fa, la Casa per l&#8217;Europa di Gemona ha partecipato allo scambio giovanile “Volunteer are you there?” che si è svolto in Lettonia dal 13 al 21 settembre e che ha visto protagonisti una trentina di giovani provenienti da 5 diversi Paesi europei ed extra-europei: Lettonia, Italia, Francia, Romania [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.casaxeuropa.org/wp-content/uploads/2010/12/foto-andrea-londero.jpg"><img src="http://www.casaxeuropa.org/wp-content/uploads/2010/12/foto-andrea-londero-150x150.jpg" alt="foto andrea londero" title="foto andrea londero" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-11370" /></a>Come vi abbiamo già dato notizia tempo fa, la <strong>Casa per l&#8217;Europa di Gemona ha partecipato allo scambio giovanile “Volunteer are you there?”</strong> che si è svolto in <strong>Lettonia dal 13 al 21 settembre</strong> e che ha visto protagonisti una trentina di giovani provenienti da 5 diversi Paesi europei ed extra-europei: Lettonia, Italia, Francia, Romania e Marocco. <strong>Fra i partecipanti c&#8217;era anche il giovane gemonese Andrea Londero</strong>, studente dell&#8217; I.T.C.G. “Marchetti” della cittadina pedemontana. Abbiamo voluto intervistarlo relativamente aquesta sua interessante esperienza.<span id="more-11369"></span></p>
<p><strong>Già prima del viaggio in Lettonia, avresti voluto trascorrere un periodo all&#8217;estero?</strong><br />
Si, avrei voluto viaggiare per imparare la lingua, ma ero troppo giovane e avevo un po&#8217; di paura a conoscere persone nuove e nuove culture. Comunque a 16 anni ero già stato nel Regno Unito per imparare la lingua inglese, e per questo motivo ho colto l’occasione di andare in Lettonia.<br />
<strong>Cosa ti ha spinto a partecipare a questo scambio giovanile?</strong><br />
Ho partecipato per mettermi alla prova, per vedere se ero pronto a viaggiare da solo, se ero capace di organizzarmi e essere indipendente, ma soprattutto per conoscere nuove persone.<br />
<strong>Visto che durante lo scambio è stato trattato il tema del volontariato, avevi avuto esperienze di questo tipo prima di partecipare allo scambio?</strong><br />
Si, avevo già avuto un’esperienza di volontariato tempo fa: ho collaborato con la Pro Loco di Gemona nell&#8217;organizzazione di manifestazioni nella stessa Gemona.<br />
<strong>Ripensando alla settimana in Lettonia, quali sono stati i momenti che ti hanno coinvolto di più?</strong><br />
Penso che i  momenti più belli e coinvolgenti li abbia vissuti durante  i primi giorni in cui abbiamo fatto tanti giochi per imparare i nomi degli altri partecipanti allo scambio, divertirci e conoscerci. Un altro bel momento è stato quando abbiamo fatto le discussioni per presentare il volontariato in ogni paese, infatti è stato interessante capire le varie realtà.<br />
<strong>Cosa ti ha lasciato quest’esperienza? Ti senti cambiato in qualche modo?</strong><br />
E’ stata una bella esperienza perché mi sono divertito, ho imparato cose nuove sul volontariato, conosciuto tante persone simpatiche e interessanti. In più ho avuto modo di capire com&#8217;è la vita negli altri paesi e naturalmente non posso tralasciare il divertimento assieme agli altri ragazzi.<br />
<strong>Cosa hai riscontrato di diverso tra le esperienze dei ragazzi italiani e quelle dei partecipanti provenienti dagli altri paesi?</strong><br />
Per quanto riguarda le diversità, sul volontariato non ho notato molte differenze fra i diversi Paesi. Infatti gli argomenti trattati dalle varie associazioni di volontariato nei diversi Paesi sono simili (ad esempio i ragazzi provenienti dalla Romania ci hanno esposto un progetto sull’ambiente). Per quanto riguarda la cultura ho potuto notare differenze caratteriali tra i vari ragazzi: ad esempio in Lettonia le persone sono più riservate, mentre gli italiani sono più espansivi, così come i rumeni che sono molto simili agli italiani. I marocchini, invece, avevano qualche difficoltà di interazione a causa della lingua.<br />
<strong>In futuro pensi di partecipare nuovamente a esperienze simili?</strong><br />
Se ci sarà la possibilità si. E&#8217; infatti un’esperienza molto utile che aiuta i giovani a responsabilizzarsi e poi ti dà anche la possibilità di conoscere nuovi Paesi e nuove culture.</p>
<p><em>Intervista a cura di Monica Fiorencis</em></p>
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		<title>Centre Jeunes Kamenge</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 14:50:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Casa per l'Europa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso mese di maggio abbiamo avuto il piacere di ricevere la visita, qui al nostro ufficio, della sig.ra Teresa Zearo di Gemona del Friuli che ci ha lasciato una sua breve ma toccante testimonianza (per la quale la ringraziamo di cuore) sulla sua esperienza di circa 13 anni, in Africa, in particolare in Burundi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.casaxeuropa.org/wp-content/uploads/2010/07/foto-centr.-jeunes-kamenge.jpg"><img src="http://www.casaxeuropa.org/wp-content/uploads/2010/07/foto-centr.-jeunes-kamenge.jpg" alt="foto centr. jeunes kamenge" title="foto centr. jeunes kamenge" width="380" height="208" class="alignleft size-full wp-image-9326" /></a>Lo scorso mese di maggio abbiamo avuto il piacere di ricevere la visita, qui al nostro ufficio, della<strong> sig.ra Teresa Zearo di Gemona del Friuli </strong>che ci ha lasciato una sua breve ma toccante testimonianza (per la quale la ringraziamo di cuore) sulla sua <strong>esperienza di circa 13 anni, in Africa, in particolare in Burundi</strong>, assieme a del materiale informativo sui luoghi dove ha vissuto ed operato.<br />
Specificatamente ci ha fatto &#8220;scoprire&#8221; il <strong>Centre Juenes Kamenge</strong>, descritto nel <a href="http://www.cejeka.org/Homepage.shtml">sito internet dedicato</a> come <strong>&#8220;<em>Luogo di incontro per i giovani dei Quartieri Nord della capitale del Burundi, Bujumbura. Al Centre Jeunes Kamenge (CJK)[...], attraverso attività di gruppo di ogni genere (culturali, sportive, ricreative, religiose, d&#8217;insegnamento di mestieri, ecc…), i giovani imparano a vivere insieme, a lavorare insieme e a sperare insieme.</em>&#8220;</strong></p>
<p>Crediamo sia importante far conoscere realtà come questa. Realtà descritta della sig.ra Zearo come segue:<br />
<strong>&#8220;<em>Clima, panoramiche e gente tutto da vedere e gustare[...] 33.000 giovani iscritti che si battono per la pace nel loro paese e che hanno pesato non poco quando sono state fatte le pirme elezioni democratiche in Burundi</em>&#8220;.</strong><span id="more-9325"></span></p>
<p>Nel suo breve scritto, la sigr.a Teresa, parla, ancora, dell&#8217;Africa come<strong> &#8220;<em>Il regno dei contrari</em>&#8220;</strong> e, continua, <em><strong>&#8220;Se mi chiedono di spiegare un pò com&#8217;è laggiù, inevitabilmente rispondo: semplice da capire, sapete, soltato tutto il contrario di tutto rispetto a qui: là tanti bimbi malvestiti e malnutriti, qui pochi benvestiti e spesso troppo nutriti, laggiù la gente ti saluta sorridente e contenta, qui la gente la incontri seria e triste&#8230;&#8221;</strong></em>.</p>
<p>Immaginerete, poi, la nostra emozione quando abbiamo ricevuto qui in ufficio, qualche giorno fa, la fotografia (che potete ammirare proprio all&#8217;inizio di questo articolo, cliccandoci sopra si ingrandisce) inviata direttamente dai componenti del Centre Jeunes Kamenge con, sul retro, una dedica scritta a mano che dice <strong>&#8220;<em>Mi ha parlato di voi Teresa, grazie che ci siete</em>&#8220;</strong>.</p>
<p><em>Sito web del Centre Jeunes Kamenge: <a href="http://www.cejeka.org/Homepage.shtml">http://www.cejeka.org/Homepage.shtml</a></em></p>
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