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	<title>Casa per l'Europa di Gemona &#187; Esperienze vissute</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>Centre Jeunes Kamenge</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 14:50:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Casa per l'Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze vissute]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso mese di maggio abbiamo avuto il piacere di ricevere la visita, qui al nostro ufficio, della sig.ra Teresa Zearo di Gemona del Friuli che ci ha lasciato una sua breve ma toccante testimonianza (per la quale la ringraziamo di cuore) sulla sua esperienza di circa 13 anni, in Africa, in particolare in Burundi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.casaxeuropa.org/wp-content/uploads/2010/07/foto-centr.-jeunes-kamenge.jpg"><img src="http://www.casaxeuropa.org/wp-content/uploads/2010/07/foto-centr.-jeunes-kamenge.jpg" alt="foto centr. jeunes kamenge" title="foto centr. jeunes kamenge" width="380" height="208" class="alignleft size-full wp-image-9326" /></a>Lo scorso mese di maggio abbiamo avuto il piacere di ricevere la visita, qui al nostro ufficio, della<strong> sig.ra Teresa Zearo di Gemona del Friuli </strong>che ci ha lasciato una sua breve ma toccante testimonianza (per la quale la ringraziamo di cuore) sulla sua <strong>esperienza di circa 13 anni, in Africa, in particolare in Burundi</strong>, assieme a del materiale informativo sui luoghi dove ha vissuto ed operato.<br />
Specificatamente ci ha fatto &#8220;scoprire&#8221; il <strong>Centre Juenes Kamenge</strong>, descritto nel <a href="http://www.cejeka.org/Homepage.shtml">sito internet dedicato</a> come <strong>&#8220;<em>Luogo di incontro per i giovani dei Quartieri Nord della capitale del Burundi, Bujumbura. Al Centre Jeunes Kamenge (CJK)[...], attraverso attività di gruppo di ogni genere (culturali, sportive, ricreative, religiose, d&#8217;insegnamento di mestieri, ecc…), i giovani imparano a vivere insieme, a lavorare insieme e a sperare insieme.</em>&#8220;</strong></p>
<p>Crediamo sia importante far conoscere realtà come questa. Realtà descritta della sig.ra Zearo come segue:<br />
<strong>&#8220;<em>Clima, panoramiche e gente tutto da vedere e gustare[...] 33.000 giovani iscritti che si battono per la pace nel loro paese e che hanno pesato non poco quando sono state fatte le pirme elezioni democratiche in Burundi</em>&#8220;.</strong><span id="more-9325"></span></p>
<p>Nel suo breve scritto, la sigr.a Teresa, parla, ancora, dell&#8217;Africa come<strong> &#8220;<em>Il regno dei contrari</em>&#8220;</strong> e, continua, <em><strong>&#8220;Se mi chiedono di spiegare un pò com&#8217;è laggiù, inevitabilmente rispondo: semplice da capire, sapete, soltato tutto il contrario di tutto rispetto a qui: là tanti bimbi malvestiti e malnutriti, qui pochi benvestiti e spesso troppo nutriti, laggiù la gente ti saluta sorridente e contenta, qui la gente la incontri seria e triste&#8230;&#8221;</strong></em>.</p>
<p>Immaginerete, poi, la nostra emozione quando abbiamo ricevuto qui in ufficio, qualche giorno fa, la fotografia (che potete ammirare proprio all&#8217;inizio di questo articolo, cliccandoci sopra si ingrandisce) inviata direttamente dai componenti del Centre Jeunes Kamenge con, sul retro, una dedica scritta a mano che dice <strong>&#8220;<em>Mi ha parlato di voi Teresa, grazie che ci siete</em>&#8220;</strong>.</p>
<p><em>Sito web del Centre Jeunes Kamenge: <a href="http://www.cejeka.org/Homepage.shtml">http://www.cejeka.org/Homepage.shtml</a></em></p>
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		<title>www.80giovani.it: il giro del mondo in 80 giovani!</title>
		<link>http://www.casaxeuropa.org/2010/01/12/www-80giovani-it-il-giro-del-mondo-in-80-giovani/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 07:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Casa per l'Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze vissute]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo giovani, abbiamo tra i 16 e 30 anni e siamo all&#8217;estero per un&#8217;esperienza di studio, lavoro, volontariato o altro.
Contattando l&#8217;Informagiovani della nostra città siamo diventati &#8220;Antenne WYP  World Young People&#8221; e così  ora abbiamo l&#8217;opportunità di pubblicare articoli per il progetto &#8220;Il Giro del Mondo in 80 Giovani&#8221;.
Il nostro obiettivo è quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo giovani, <strong>abbiamo tra i 16 e 30 anni e siamo all&#8217;estero</strong> per un&#8217;esperienza di studio, lavoro, volontariato o altro.<br />
Contattando l&#8217;Informagiovani della nostra città <strong>siamo diventati &#8220;Antenne WYP  World Young People&#8221;</strong> e così  ora abbiamo l&#8217;opportunità di pubblicare articoli per il progetto &#8220;Il Giro del Mondo in 80 Giovani&#8221;.</p>
<p><strong>Il nostro obiettivo è quello di mettere a disposizione di altri ragazzi e ragazze, che stanno pensando d&#8217;intraprendere avventure simili, le informazioni che stiamo acquisendo attraverso le nostre esperienze all&#8217;estero.</strong></p>
<p>Su questo sito quindi pubblichiamo articoli di contenuto informativo e ognuno di noi ha un blog personale per raccontare vicende, emozioni e vissuti e per dialogare con chi ha voglia di commentare e contribuire, secondo i principi del web 2.0, ad accrescere una conoscenza comune.<span id="more-6228"></span></p>
<p><strong>Su questo sito pertanto puoi trovare</strong>:</p>
<p>- gli articoli scritti dalle Antenne WYP in collaborazione con i Centri Informagiovani: informazioni utili per intraprendere un progetto di mobilità all&#8217;estero (studio, lavoro, volontariato&#8230;)</p>
<p>- i blog scritti in prima persona dalle Antenne WYP: storie,<br />
esperienze ed emozioni &#8220;around the world&#8221;</p>
<p>- una community di persone che hanno sempre la valigia pronta come te!</p>
<p><strong>Visita il nostro sito</strong>: <a href="http://www.80giovani.it">www.80giovani.it</a></p>
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		<title>SFUEI 2009: leggi l&#8217;esperienza SVE di ANDREA!</title>
		<link>http://www.casaxeuropa.org/2009/08/14/sfuei-2009/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 13:27:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Casa per l'Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze vissute]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Sull&#8217;ultimo numero di “Il Sfuei” del 2009 potete leggere un articolo (uscito su Pense e Maravee) che parla dell&#8217;esperienza di Andrea, giovane gemonese che ha partecipato a un progetto di Servizio Volontario Europeo. 
Clicca sul file sottostante per leggere l&#8217;articolo:
http://www.associagemona.org/wp-content/2009/08/Sfuei_2009_7_Pm_SVE.pdf
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://Nessuna"><img src="http://www.casaxeuropa.org/wp-content/uploads/2009/08/sve-300x247.jpg" alt="" title="sve" width="130" height="100" class="alignnone size-medium wp-image-4385" /></a>Sull&#8217;ultimo numero di <strong>“Il Sfuei” del 2009 </strong>potete leggere un articolo (uscito su Pense e Maravee) che parla <strong>dell&#8217;esperienza di Andrea, giovane gemonese che ha partecipato a un progetto di Servizio Volontario Europeo</strong>. </p>
<p>Clicca sul file sottostante per leggere l&#8217;articolo:<br />
<a href="http://www.associagemona.org/wp-content/2009/08/Sfuei_2009_7_Pm_SVE.pdf">http://www.associagemona.org/wp-content/2009/08/Sfuei_2009_7_Pm_SVE.pdf</a></p>
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		<title>A Mostar con la laurea in tasca</title>
		<link>http://www.casaxeuropa.org/2009/02/12/a-mostar-con-la-laurea-in-tasca/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 15:41:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Casa per l'Europa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze vissute]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[SCELTA DI VITA – La gemonese Federica Moro, terminati gli studi, ha scelto di trasferirsi in Bosnia per insegnare italiano
Tra tutti coloro che decidono di intraprendere un’esperienza all’estero, c’è anche chi, oltre alle mete più classiche, sceglie di partire per posti meno “comodi”, affrontando situazioni difficili, anche drammatiche, che, però, possono arricchire profondamente.
  Federica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.casaxeuropa.org/wp-content/uploads/2009/02/ricevute-300x204.jpg" alt="" title="ricevute" width="300" height="204" class="alignnone size-medium wp-image-2249" /><strong>SCELTA DI VITA – La gemonese Federica Moro, terminati gli studi, ha scelto di trasferirsi in Bosnia per insegnare italiano</strong></p>
<p>Tra tutti coloro che decidono di intraprendere un’esperienza all’estero, c’è anche chi, oltre alle mete più classiche, sceglie di partire per posti meno “comodi”, affrontando situazioni difficili, anche drammatiche, che, però, possono arricchire profondamente.</p>
<p> <strong> Federica Moro è nata a Gemona</strong>, cullata dalla tranquillità della provincia friulana e dopo la laurea a pieni voti in Scienze e tecniche dell’Interculturalità a Trieste <strong>ha deciso di trasferirsi nei Balcani, in Bosnia Erzegovina</strong>.<br />
<span id="more-2248"></span><br />
   Durante gli studi, infatti, Federica aveva avuto l’opportunità di accostarsi alla lingua, alla cultura e alla storia del posto e di fare un breve viaggio in BiH. Così, una volta conseguita la laurea, ha deciso di partire.</p>
<p>   L&#8217;opportunità è arrivata grazie ad un <strong>progetto del Servizio volontario europeo a Prozor-Rama e a Sarajevo</strong>. Federica si è trasferita, quindi, a<strong> Banja Luka </strong>dove è diventata<strong> lettrice di lingua italiana per l’università locale</strong>. Infine, si è stabilita a <strong>Mostar</strong>, dove per due anni e mezzo ha<strong> lavorato in un progetto di cooperazione allo sviluppo</strong>.</p>
<p><strong>Attualmente, si trova a Mostar e fa l&#8217;insegnante di letteratura italiana al Collegio del Mondo Unito</strong>. </p>
<p> <strong>Ma cosa spinge una giovane ragazza della provincia di Udine a intraprendere un’esperienza del genere? </strong><br />
“<em>La continuità tra il paesaggio friulano e quello bosniaco – spiega – e la ricchezza di stimoli che le persone offrono in questa terra martoriata dalla guerra</em>”.</p>
<p>Chiacchierando con Federica, si scopre <strong>quanto le similitudini e le differenze tra il carattere friulano e quello bosniaco si tocchino in vari punti</strong>. La diffidenza iniziale delle persone che si trasforma poi in amicizia profonda e la generosità gratuita sono motivo ricorrente nelle sue parole.</p>
<p>  Ma le differenze rispetto alle nostre abitudini sono ancora più significative. “<em>Ascoltando le storie delle persone che ho incontrato e incontro</em> &#8211; spiega Federica -, <em>ho avuto modo di guardare la mia vita con occhi diversi. Sentirli parlare della guerra, dei campi minati e di concentramento e delle terribili disavventure subite, mi ha fatto riconsiderare tutte le lamentele che siamo soliti fare ogni giorno. Le forti esperienze che ho provato mi hanno fatto guardare alla mia storia personale con altri occhi, scoprendo anche quanto, tutto sommato, si è fortunati in Friuli e quante cose piacevoli ci sfuggono nel nostro quotidiano. D&#8217;altra parte è anche interessante notare come, anche in circostanze così diametralmente opposte, i problemi e i desideri degli giovani si somiglino un po&#8217; tutti</em>”.<br />
   Mostar, come Sarajevo, è una città fisicamente e psicologicamente circondata. Fisicamente, dalle montagne che la abbracciano e, su una cima, un’enorme croce che ricorda il punto da dove partivano i bombardamenti e, psicologicamente, perché dopo quanto successo si vive fidandosi sempre meno del futuro. </p>
<p><strong>Ma quale sentimento ha portato Federica a rimanere in un luogo così carico di significati?</strong><br />
   <em>“Mostar è stimolante, ricorda la nave di Novecento, dove rimanendo fermi si può vedere il mondo passare. Dopo la ricostruzione la città si è riempita di stranieri e ci si può trovare in un’atmosfera cosmopolita. Di contro, rimanerci molto è difficile e straniante, accanto a persone che non hanno ancora risolto il trauma della guerra e rielaborano l’accaduto, mettendoti davanti a cose che difficilmente potremo capire. Dopo un po’ la tentazione è quella di staccarsi da tutta la pesantezza che si respira</em>.”</p>
<p><strong>Un’esperienza così porta anche alla luce aspetti della nostra terra che dall’esterno risultano più chiari. </strong>“<em>Ci sono delle cose uniche in Friuli, come l’amore quasi fisico per la propria terra e la cura dei particolari che là mancano. I problemi della guerra hanno falsato il rapporto con la terra: a Mostar la gente è innamorata del fiume, la Neretva, ma non impedisce che gli scarichi ci confluiscano, ama le proprie montagne ed i campi ma non li cura come si fa in Friuli. C’è da dire però che loro sanno godersi la vita e sono enormemente gelosi delle tradizioni. La “Sevdalinka”, la musica tradizionale dell’Erzegovina è cantata e ballata indifferentemente da adulti e giovani. C’è una grande voglia di far festa tutti insieme.</em>”<br />
<em><br />
Articolo di MATTEO BELLOTTO tratto da &#8220;Il Friuli&#8221; di venerdì 6 febbraio 2009.</em></p>
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