“I BAMBINI E IL CIELO” NELLA MOSTRA A ILLEGIO

“I bambini e il Cielo – Dio ritrova l’uomo sulla via dell’infanzia. Il rapporto tra i bambini e il Mistero nella Scrittura e nell’arte”. È questo il titolo della mostra in corso fino al 30 settembre nella Casa delle esposizioni di Illegio.
Dedicata ai bambini che la Sacra Scrittura ricorda tra i protagonisti della storia della salvezza, indicando l’infanzia come la condizione spirituale di massima autenticità in cui l’uomo può trovarsi, la mostra racconta attraverso ottanta opere di grande pregio lo speciale rapporto tra Dio e i piccoli, fino a scrutare la dolcezza del mistero del Dio che si è fatto Bambino. Vi si possono ammirare pitture su tavola lignea, dipinti su tela, sculture, altari, dal primo secolo fino al Novecento, selezionati dalle sedi museali più prestigiose d’Europa, come i Musei Vaticani, gli Uffizi di Firenze, la Galleria Borghese di Roma, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, il Museo Thyssen Bornemisza di Madrid, il KunstHistorisches Museum di Vienna ed altre ancora.
Diversi gli inediti presenti in mostra, specialmente nelle sezioni dedicate alla scultura tra Duecento e Quattrocento italiano. “I bambini sono la vivacità del mondo e ci portano verso il cielo”, ha commentato l’assessore regionale alla Cultura, Elio De Anna, intervenendo alla presentazione della mostra a Udine, alla quale era presente anche l’assessore comunale alla Cultura di Tolmezzo, Aurelia Bubisutti. “In un momento di crisi sociale, che è culturale – ha aggiunto De Anna -, è necessario recuperare valori veri, qual è la famiglia. E dentro la famiglia ci sono i bambini”.
Don Alessio Geretti, delegato episcopale per la Pastorale della Cultura dell’Arcidiocesi di Udine e curatore scientifico della mostra, ha illustrato le diverse sezioni in cui si articola la mostra nelle 11 sale: dalla mitologia all’Antico Testamento, dall’infanzia di Gesù nel Nuovo Testamento fino all’iconografia di Gesù e San Giovanni Battista quale modello sacro e profano per l’arte del Rinascimento italiano. Infine, un cenno sul passaggio dall’infanzia sacra di soggetto biblico alla sacralità dell’infanzia di soggetto sociale, dall’Ottocento in avanti, con i temi dei bambini sfruttati o della nostalgia di un’innocenza che abbiamo perduto.
L’infanzia, che ad Illegio diventa anche un criterio per leggere la storia dell’arte dell’Occidente, è “provocazione e simbolo”, ha sottolineato don Geretti. Provocazione, perché “i bambini hanno un’ostinazione gradevole e impertinente a riguardo delle domande cruciali dell’esistenza umana”; un simbolo perché “ci vive dentro e accanto”. L’infanzia, cioè, come “simbolo di una condizione pura dell’esistenza, del mattino dell’innocenza terrena e della meraviglia assoluta, uno stato di riconciliazione con l’armonia”.
Un’esposizione, dunque, che richiama l’attenzione sui più piccoli e contemporaneamente parla agli adulti, invitandoli a non smarrire l’infanzia e “a rivedere il mondo come fosse la prima volta”.
La mostra sarà corredata da un catalogo (Umberto Allemandi&C.) curato da Serenella Castri e con il contributo di una cinquantina di studiosi italiani ed europei.
Una trentina le giovani guide volontarie che accompagneranno gratuitamente i visitatori.
“I bambini e il cielo” resterà aperta fino al 30 settembre e sarà visitabile dal martedì al sabato dalle 10 alle 19; domenica, 9.30-19.30. Lunedì chiuso al pubblico, ma disponibile per gruppi su prenotazione. Apertura straordinaria lunedì 13 agosto.
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