Imparare la lingua all’estero? Sì ma…

Esiste una grande richiesta da parte di persone, giovani e non, che vogliono andare all’estero per alcuni mesi con la specifica motivazione di imparare la lingua perché sono consapevoli di avere un livello linguistico non soddisfacente sotto il profilo di cultura personale e professionale.
Né la scuola né l’università né i corsi serali hanno permesso loro di sentirsi sicuri nell’uso della lingua straniera.
Molte persone, per vari motivi (risorse economiche limitate, rifiuto per l’apprendimento strutturato a scuola, voglia di confrontarsi con il mondo lavorativo straniero, convinzione di riuscire ad imparare la lingua sul lavoro), cercano la soluzione al proprio problema con la lingua straniera scegliendo la modalità studio e lavoro in contemporanea. Allo studio vogliono dedicare la serata, dopo un lavoro a tempo pieno, oppure vogliono sfruttare gli spazi pomeridiani dopo un lavoro part-time.
Di fronte a questa situazione occorre fare alcune considerazioni per facilitare la scelta giusta per le proprie esigenze.
1. La soluzione migliore rimane sempre un corso vero e proprio, con insegnanti preparati all’insegnamento della lingua agli stranieri, in una classe internazionale, con un numero fino a 10-12 partecipanti. Il corso dovrebbe essere intensivo con almeno 15-20 lezioni a settimana, che richiede almeno due ore di studio autogestito il pomeriggio o la sera.
2. Chi non dispone di un livello almeno medio, sul lavoro non sarà in grado di capire, se non con grande travaglio, né di farsi capire con un linguaggio semplice e scorrevole; egli deve per forza essere relegato in lavori che non prevedano un utilizzo articolato della lingua oppure che siano strutturati in modo tale che non ne imponga la conoscenza.
Questo implica un ventaglio di scelte a dir poco avvilente e limitato: da un lato lavori che impediscono l’utilizzo delle esperienze lavorative maturate, che sono, per di più, a paga bassa; dall’altro lato lavori pesanti e ripetitivi, dove la lingua viene praticata coniugando i verbi solo all’infinito, dove i colleghi di lavoro sono stranieri, dove si lavora in solitudine. Esempi sono i lavori in agricoltura, come lavapiatti o magazzinieri, addetti alle pulizie: stuazioni del tutto inadeguate all’apprendimento e al miglioramento della lingua.
3. Chi lavora a tempo pieno, con grande probabilità la sera è stanco e di conseguenza avrà un capacità ridotta di apprendimento. Manca il tempo per ripassare e fare gli esercizi. Manca naturalmente anche il tempo per fare conoscenze fuori dal lavoro, che significa praticare la lingua nel tempo libero.
4. Chi ha un livello linguistico medio, comincia ad essere in grado di sfruttare il proprio bagaglio professionale. La regola è: più alta è l’autonomia linguistica, più facilmente si trova lavoro. Questo si traduce non solo in una paga migliore, ma anche in un ambiente di lavoro dove si può progredire linguisticamente perché esiste comunicazione tra i colleghi e con i clienti e perché le mansioni da svolgere permettono l’uso continuo della lingua.
5. La lingua straniera è un investimento su se stessi, che allarga le proprie possibilità culturali e professionali. Un’automobile aumenta la mobilità, ma può essere sostituita da altri mezzi di trasporto oppure dall’andare a piedi. Chi non ha la lingua, non ha mobilità in determinate direzioni, perché è “muto”. Come si va in banca per chiedere un mutuo per l’acquisto della macchina, si può prevedere un mutuo per l’apprendimento della lingua. Una macchina si svaluta, una lingua tenuta attiva non si svaluta mai. Si traduce in una paga più alta, una mansione più soddisfacente, un orizzonte culturale più largo.
6. La persona qualificata deve considerare che un periodo prolungato in una mansione non corrispondente all’esperienza maturata, potrebbe svalutare il know how professionale, cioè: chi lavora 12 mesi all’estero in un pub per imparare la lingua, vede valutata con non poco scetticismo la candidatura per l’ufficio commerciale estero oppure per il ruolo di ingegnere. Il selezionatore si chiede: ma come è riuscito in questo periodo a mantenersi aggiornato sulle novità e i trend? Se nel caso dei giovani alla ricerca del primo impiego si possono trovare delle giustificazione, nel caso della persona con qualche anno di esperienza questo diventa quasi impossibile.
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