SETTIMANA MONDIALE DELL’ACQUA

È iniziata il 26 agosto la settimana mondiale dell’acqua, World Water Week. Come ogni anno viene ospitata a Stoccolma e organizzata dallo Stockholm International Water Institute (SIWI). La manifestazione prevede un tema annuale incentrato sull’acqua e si svolge dal 1991. Quest’anno workshop, eventi e seminari riguarderanno la sicurezza alimentare e la sicurezza dell’acqua.
Un tema quanto mai attuale visti i dati sconcertanti che giungono dalle varie parti del mondo. Aumenta il dislivello fra chi ha accesso regolare a risorse idriche e alimentari e chi no. A questo si aggiungono i cambiamenti climatici che rendono le precipitazioni irregolari e imprevedibili, provocando gravi danni alla produzione di materie prime alimentari. Durante la World Water Week verranno proposti studi, analisi e possibili soluzioni per migliorare e/o tamponare la situazione attuale.
Proprio in coincidenza con la “Settimana mondiale dell’acqua” (Stoccolma, 26-31 agosto 2012), l’UNICEF rende noto che, nonostante gli enormi progressi compiuti negli ultimi 20 anni sul versante dell’accesso a fonti idriche affidabili per miliardi di persone, portare a compimento l’obiettivo dell’acqua per tutti non sarà cosa facile. Il rapporto “Progress on Drinking Water and Sanitation 2012”, pubblicato nel marzo scorso da UNICEF e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), rivela che la popolazione rimasta esclusa è anche quella più difficile da raggiungere, essendo costituita in larga parte da abitanti delle baraccopoli metropolitane o di aree rurali remote. L’UNICEF ritiene che il passo fondamentale da compiere sia affrontare le diseguaglianze che sussistono in tutti i continenti e a tutti i livelli: i più poveri e le donne ne sono le vittime principali. Infatti, laddove l’acqua non arriva direttamente nelle abitazioni, è soprattutto su bambine, ragazze e donne che grava il peso della raccolta dell’acqua per la famiglia. In alcune regioni del mondo questa corvée comporta in media camminare per 6 chilometri al giorno. I Paesi più poveri scontano un grave ritardo rispetto al resto del mondo, con appena l’11% della popolazione nei Paesi meno sviluppati (LDC) che dispone di acqua veicolata da tubazioni rispetto all’oltre 50% della media mondiale. Secondo le previsioni dell’UNICEF, di questo passo nel 2015 – termine finale per gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio – ancora 605 milioni di persone nel mondo non vedranno realizzato questo elementare diritto umano.
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