Verso Erasmus+, il nuovo programma europeo per i giovani

| 24 Luglio 2013 | 11 Comments

Il programma “Erasmus” ha toccato un nuovo record. Nell’anno accademico 2011-2012 sono stati più di 250mila gli studenti a studiare all’estero, in uno dei 33 Paesi (cioè il 28 membri Ue più Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera e Turchia) che partecipano al programma. Da quando è stato creato 26 anni fa, esso ha mandato all’estero più di 3 milioni di europei: l’”Erasmus” è sempre più amato e popolare, tanto che le richieste superano sempre i posti disponibili. Secondo il commissario europeo all’Istruzione, Cultura, Multilinguismo e Giovani, Androulla Vassiliou, «oggi è più che mai importante in tempi di difficoltà economiche e di alti tassi di disoccupazione giovanile». Le tre destinazioni più gettonate sono Spagna, Francia e Germania e l’80% degli studenti ha deciso di fermarsi per 6 mesi. Il Regno Unito ha ospitato il doppio degli studenti che ha mandato fuori (25.760 rispetto a 13.662). Gli studenti più esterofili sono quelli di scienze sociali, di economia e di giurisprudenza (41,4%), seguita da materia umanistiche ed arte (21,0%) e poi ingegneria (15,1%). Sono aumentati del 18% (toccando quota 50mila) gli studenti “Erasmus” che hanno scelto anche di lavorare. In media, il sussidio che gli studenti hanno ricevuto è stato di 252 euro al mese.
L’anno prossimo partirà il cosiddetto “Erasmus+”, il nuovo programma europeo che sostituirà i programmi “Erasmus”, “Leonardo da Vinci”, “Comenius”, “Grundtvig”, così come “Youth in Action”, “Erasmus Mundus”, “Tempus”, “Alfa” ed “Edulink” e per il quale Bruxelles, per il periodo 2014-2020, ha stanziato un budget di 14,5 miliardi (il 40% in più rispetto agli stanziamenti attuali).
Il nuovo programma, insomma, dovrebbe semplificare e razionalizzare la gestione delle iniziative per giovani, raggruppando in sé i programmi europei già attivi in precedenza, ai quali si aggiungono l’attività “Jean Monnet” e la nuova azione rivolta allo sport.
Per maggiori informazioni e per approfondimenti ci si può comunque rivolgere alla Casa per l’Europa di Gemona.

Category: Curiosità

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