La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea: una garanzia per tutti i cittadini.

| 17 Aprile 2014 | 1 Comment

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Il ricorso sempre più frequente alla Carta è un importante passo avanti verso la costruzione di un sistema più coerente di protezione dei diritti fondamentali, che garantisca lo stesso livello di diritti e protezione in tutti gli Stati membri nei casi in cui deve essere applicato il diritto dell’UE.

La quarta relazione sull’applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, pubblicata oggi dalla Commissione europea, dimostra che questo documento sta assumendo sempre maggiore importanza e rilievo: sempre più spesso la Corte di giustizia dell’UE si attiene alla Carta nella proprie decisioni; anche i giudici nazionali sono sempre più consapevoli del suo impatto e chiedono orientamenti alla Corte europea di giustizia. La Commissione europea ha inoltre cercato valorizzare sempre di più la Carta prendendo iniziative per promuovere e difendere i diritti dei cittadini ivi sanciti. Dal 2010 la Commissione europea ha introdotto una lista di controllo dei diritti fondamentali e vaglia attentamente tutte le proposte legislativa per garantire che siano “a prova di diritti fondamentali”. La relazione annuale sull’applicazione della Carta ripercorre i progressi compiuti e individua sfide e problemi. Ne emerge chiaramente che la Commissione europea pone i diritti fondamentali al centro di tutte le politiche dell’UE.

“Quasi quattro anni dopo che la Commissione europea ha presentato la sua strategia sull’attuazione della Carta, siamo riusciti a rafforzare nelle istituzioni dell’UE una vera e propria cultura dei diritti fondamentali. Tutti i Commissari giurano sulla Carta dei diritti fondamentali, ogni proposta legislativa europea viene controllata per garantirne la conformità alle disposizioni della Carta e gli organi giurisdizionali europei e nazionali hanno progressivamente reso questo documento un punto di riferimento delle loro decisioni“, ha dichiarato la Vice-presidente Viviane Reding, Commissaria UE per la Giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza. “Sono lieta di constatare che la Carta dei diritti fondamentali è ora uno strumento vivo che funge sempre più da vera e propria rete di sicurezza e da guida per le istituzioni europee, per gli Stati membri e gli organi giurisdizionali. Posso immaginare che un giorno i cittadini degli Stati membri saranno in grado di appellarsi direttamente alla Carta, senza la necessità di un chiaro legame col diritto europeo.La Carta dovrebbe essere la “Dichiarazione dei diritti” propria dell’Europa.

La relazione mette in evidenza, tra gli altri aspetti, gli orientamenti dati dalla Corte di giustizia ai giudici nazionali sull’applicabilità della Carta nell’attuazione del diritto dell’UE a livello nazionale e sottolinea come i diritti sanciti dalla Carta siano presi in attenta considerazione dalle istituzioni dell’UE nel proporre e adottare atti legislativi, mentre gli Stati membri sono vincolati dalla Carta solo quando attuano politiche e norme europee a livello nazionale. Dalla relazione emerge inoltre il grande interesse dei cittadini per le questioni legate ai diritti fondamentali: nel 2013 le domande più frequentemente poste nella corrispondenza del pubblico con i centri di informazione Europe Direct riguardavano la libera circolazione e il soggiorno (48% del numero totale di richieste di informazione), i diritti dei consumatori (12%), la cooperazione giudiziaria (11%), la cittadinanza (10%), i diritti sociali e la lotta contro la discriminazione (5%) e la protezione dei dati (4%) (vedi allegato 1).

Due modi di rendere la Carta una realtà:

1. L’azione della Commissione per promuovere la Carta

Laddove l’UE ha competenza ad agire, la Commissione può proporre atti legislativi dell’Unione che difendano i diritti e i principi della Carta.

Alcuni esempi delle proposte della Commissione del 2013:

  • cinque misure giuridiche per rafforzare le garanzie per i cittadini dell’UE nei procedimenti penali, fra cui misure per assicurare il rispetto della presunzione d’innocenza per tutti i cittadini sospettati o accusati dalla polizia e dalle autorità giudiziarie; il diritto di essere presenti al processo; particolari garanzie ai minori che affrontano procedimenti penali; l’ammissione al patrocinio provvisorio a spese dello Stato nelle fasi iniziali dei procedimenti, in particolare per le persone oggetto di un mandato d’arresto europeo.

Costituisce un’ulteriore pietra miliare l’adozione, nel 2013, di una direttiva sul diritto di accesso a un difensore;

  • l’integrazione dei Rom è un altro settore in cui l’UE continua a rafforzare la tutela della parità dei diritti e a promuovere l’adozione di misure positive. Tutti gli Stati membri si sono impegnati a migliorare l’integrazione economica e sociale delle comunità Rom, attraverso l’adozione unanime di una raccomandazione del Consiglio proposta dalla Commissione nel giugno 2013.

Alcuni esempi di misure d’esecuzione (infrazioni) nel 2013, hanno riguardato paesi come l’Austria e l’Ungheria. Per saperne di più si rimanda al testo del comunicato stampa “Relazioni sui diritti fondamentali e sulla parità di genere”.

2. Organi giurisdizionali che si sono richiamati alla Carta dei diritti fondamentali

Gli organi giurisdizionali dell’Unione europea fanno sempre più spesso riferimento alla Carta dei diritti fondamentali nelle loro decisioni e ne hanno ulteriormente chiarito l’applicabilità. Il numero di decisioni di tali organi giurisdizionali (Corte di giustizia, Tribunale e Tribunale della funzione pubblica) nella cui motivazione viene citata la Carta è passato da 43 nel 2011 a 87 nel 2012.

Analogamente, anche gli organi giurisdizionali nazionali si sono richiamati sempre di più alla Carta nel rivolgere alla Corte di giustizia domande di pronuncia pregiudiziale:nel 2012, tali riferimenti sono aumentati del 65% rispetto al 2011, passando cioè da 27 a 41.

Aumentando i riferimenti pubblici alla Carta si è aumentata la consapevolezza verso questo documento:nel 2013 la Commissione ha ricevuto quasi 4 000 lettere di cittadini relative a questioni legate ai diritti fondamentali.

La relazione sottolinea infine i passi avanti compiuti per quanto riguarda l’adesione dell’UE alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU). Nell’aprile 2013 è stato finalizzato il progetto di accordo sull’adesione dell’UE alla CEDU, tappa fondamentale in tale processo. Come passo successivo, la Commissione ha chiesto alla Corte di formulare il proprio parere sul progetto di accordo.

La relazione pubblicata oggi è accompagnata da una relazione sui progressi realizzati nell’attuazione della Strategia europea per la parità tra donne e uomini nel 2013.

Contesto

Con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona il 1° dicembre 2009, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea è diventata giuridicamente vincolante. La Carta sancisce diritti fondamentali – come la libertà d’espressione e la protezione dei dati di carattere personale – che rispecchiano i valori comuni dell’Europa e il suo retaggio costituzionale.

Nell’ottobre 2010 la Commissione ha adottato una strategia per garantire un’effettiva attuazione della Carta e ha elaborato una check-list dei diritti fondamentali per rafforzare la valutazione dell’impatto delle sue proposte legislative su tali diritti.  La Commissione sta lavorando con le autorità competenti a livello nazionale, regionale e locale, così come a livello UE, per garantire ai cittadini una migliore informazione sui loro diritti fondamentali e sugli organi a cui rivolgersi in caso di presunta violazione.; è stato inoltre instaurato un dialogo con i difensori civici, gli organismi per le pari opportunità e le istituzioni di difesa dei diritti dell’uomo sul trattamento delle denunce di violazione dei diritti fondamentali.

Category: Novità dall'UE

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