Festival: Spilimbergo Fotografia 2014
Dal 3 luglio al 7 settembre 2014. L’ edizione 2014 è la 28a rassegna internazionale di fotografia promossa dal CRAF. La manifestazione regina del Centro spilimberghese mantiene costante equilibrio tra storia e attualità, dimostrando ancora una volta capacità di interloquire con il passato senza dimenticare i maestri universalmente riconosciuti che ancora calcano la scena della fotografia. Un viaggio nel tempo che sarà pure un viaggio nella memoria e nella storia degli uomini, allo scopo di diffondere sul territorio cultura e storia della fotografia. Fa parte della memoria collettiva Robert Doisneau e la sua romantica, verace, indimenticabile Parigi: il soggetto prediletto delle sue opere in bianco e nero sono le donne, gli uomini, i bambini, gli innamorati, gli animali e il loro modo di vivere la città; così pure l’archivio di Charles Henri Favrod, contenitore di autentici capolavori (patrimonio del CRAF) appartenenti al XX secolo, infine racconta la storia anche la preziosa galleria di ritratti di grandi artisti e personaggi firmata Maria Mulas (da Andy Warhol a Joseph Beuys, Henry Moore, Keith Haring, Christo…). Con Memori di Bruno Cattani, frammenti del passato, di paesaggi rubati dal progresso, espressioni e volti del secolo trascorso sottendono la continua ricerca, dei luoghi della memoria per salvarli dall’oblio. Una visione più marcatamente contemporanea comprende la mostra della reportagista polacca Monika Bulaj, di grande sensibilità religiosa, quella di Michele Mattiello e Uma Kinoshita le cui immagini documentano rispettivamente il dramma friulano del Vajont e quello nipponico di Fukushima, quindi il racconto dell’antica via del Sale di Burkhardt Kiegeland e Willie Osterman, quest’ultimo docente al Rochester Institute of Tecnology. Ritorna il presente anche con l’apparente leggerezza delle immense spiagge fotografate da Massimo Vitali. Sono immagini silenziose che contrastano con il clamore dei soggetti, e riflettono il desiderio di ricercare nel rumore un luogo di silenzio dove contemplare lo straniamento tipico della civiltà.
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