Ascoltare musica gratis (e legalmente) in rete

| 5 Gennaio 2015

napster

Tutto iniziò con Napster, che nel 1999 rese disponibile, grazie all’allora innovativo metodo delpeer–to-peer, una smisurata quantità di musica scaricabile gratuitamente (ma non legalmente) via web, facendo così la gioia di milioni di adolescenti musicofili e squattrinati in tutto il mondo.

La musica diventa “liquida”

A raccogliere l’eredità di Napster, e di una quantità di programmi analoghi (e ugualmente illegali), sono arrivati recentemente una serie di servizi dedicati ad ascoltare musica, ma senza necessità di scaricarla, sia gratuitamente, sia dietro pagamento di piccole quote di abbonamento.

Questa novità ha reso più semplici anche gli accordi dei vari servizi con le etichette discografiche che, a fronte di un compenso, si sono mostrate disponibili alla concessione del diritto di riproduzione streaming dei brani di cui possiedono i diritti. Si è passati così, come preconizzato dall’economista Jeremy Rifkin nel 2000, dall’era del possesso all’era dell’accesso, che si è manifestata con il passaggio da un’economia dominata dal mercato e dai concetti di bene e proprietà, ad un’economia dominata da valori come la cultura, l’informazione e le relazioni.

Infatti la differenza tra questi servizi e altri simili, come il più vecchio iTunes, risiede proprio nella possibilità, gratuita nella versione light o in abbonamento per la modalità illimitata, di avere a disposizione un catalogo vastissimo di musica (si parla di centinaia di migliaia di brani) comodamente sul proprio computer, o sul proprio smartphone, senza dover disporre della quantità di spazio su disco necessaria ad allocare svariati giga di memoria musicale.

Altra peculiarità del servizio è poi quella di condividere i prodotti a cui si accede con migliaia di altri utenti, rendendo pubblica la propria passione musicale grazie alle playlist, seguendo personaggi ispirati o ispiranti, facendosi suggerire dalla funzione radio, in base ai brani ascoltati, nuovi artisti sconosciuti che potrebbero confarsi ai propri gusti.

Come si vede un mare di possibilità e di combinazioni d’uso smisurato, nel quale nuotano tanti pesci.

Per fare un po’ di chiarezza e confrontare i servizi disponibili è utile consultare l’infografica di Rockit con le caratteristiche dei maggiori servizi di streaming.

Bandcamp 

Negozio musicale online e ottimo strumento promozionale per gli artisti, sulla scia del percorso tracciato da Myspace nel 2003. Su Bandcamp ogni artista può creare e personalizzare il proprio minisito o pagina, nel quale caricare album e tracce. Tutte le canzoni caricate sul sito sono ascoltabili gratuitamente in streaming dagli utenti e alcuni artisti consentono anche di salvare il file sul proprio computer free. In caso di vendita gli artisti riconoscono al sito una percentuale.

Beatport 

Nato a Denver nel 2004, è specializzato in musica elettronica e dance, ed è pertanto uno strumento di lavoro amatissimo dai dj di tutto il mondo. Questo grazie anche a funzioni utilissime per la professione: ogni brano, infatti, riporta i battiti per minuto (BPM), la forma d’onda, la chiave musicale.
Ad oggi Beatport si configura come un negozio nel quale si può ascoltare musica gratuitamente online (in versione “anteprima”), avere suggerimenti in base ai propri ascolti (grazie al software Beatbot), migliorare la propria conoscenza della musica elettronica e contribuire a diffonderla (grazie a Beatwiki) e acquistare brani da ascoltare offline.

Deezer

Dispone di un database musicale molto vasto, e si può interfacciare direttamente con Facebook: così è possibile sincronizzare in tempo reale le abitudini d’ascolto su entrambi i servizi e condividere gusti e preferenze, accedendo a Deezer direttamente dal profilo del social network. Dopo un primo periodo di prova gratuita di 15 giorni, è disponibile solo su abbonamento, che con 9.99 euro al mese, garantisce una fruizione illimitata. Se si vuole rimanere un utente free sarà possibile ascoltare solo i primi 30 secondi di ogni brano oltre all’ascolto illimitato delle radio tematiche e per artista.

Google Play Music 

Il servizio di Google per l’ascolto musicale. A fronte di una spesa pari a 9,99 euro al mese (versione Unlimited) mette a disposizione ascolti illimitati su desktop o mobile, upload delle canzoni dal disco fisso, possibilità di salvare i brani per l’ascolto offline, gestione delle playlist e molto altro. Comprende la funzione Mi sento fortunato, utile per generare in pochi secondi una playlist di brani basati sui gusti personali dell’utente e sui suoi ascolti precedenti. Google Play Music introduce inoltre una novità rispetto ad altri servizi analoghi: la possibilità di caricare nel cloud fino a 20.000 brani dal proprio disco fisso. In questo modo la propria musica sarà accessibile ovunque. E l’aspetto più interessante è che i brani possono essere scaricati quando si vuole su un altro PC, con un massimo di 10 dispositivi autorizzati.

Grooveshark

Un motore di ricerca musicale internazionale e servizio di streaming musicale che permette agli utenti di cercare e caricare musica gratuitamente, ascoltandola in streaming e aggiungendola alle proprie playlist. Piuttosto che dover far affidamento esclusivamente su accordi di licenza con l’industria discografica per offrire contenuti musicali (in streaming o download), Grooveshark si affida agli utenti, che caricano le loro canzoni online (peer-to-peer) rendendole così disponibili per chiunque. Perciò oltre ad essere un enorme jukebox (con 15 milioni di canzoni e 30 milioni di utenti) Grooveshark è anche un’opportunità per artisti e gruppi musicali di far conoscere la propria musica senza dover passare per una etichetta discografica.

Last.fm 

Un servizio che consente, mediante registrazione, di creare un profilo utente e utilizzare molte funzionalità gratuitamente, tra cui la radio (organizzata per generi o per artisti) e lo scrobbling(scaricando il programma scrobbler), una funzione che tiene nota dei brani ascoltati più spesso, di quelli preferiti, degli amici che hanno gusti simili e, attraverso questo, aiuta a scoprire nuova musica. Solo alcuni brani sono scaricabili, ma all’ascolto in streaming non c’è limite. E’ disponibile anche un abbonamento (3 euro al mese) che consente di bypassare le pubblicità e di utilizzare maggiori funzioni social.

Rdio

Consente di ascoltare milioni di brani (circa 20), ma principalmente online. Infatti, a differenza di altri competitor, che basano le loro funzionalità sul download di un’interfaccia utente, questo, più che un programma da scaricare, è un servizio di cui usufruire online. I prezzi sono in linea con le offerte dei concorrenti: 4.99 euro al mese per la fruizione online senza limiti, 9.99 euro per attivare anche l’opzione mobile. A differenza di altri servizi, non esiste una versione gratis con pubblicità, ma l’ascolto delle stazioni musicali è gratuito.

SoundCloud 

Erede anni Zero del Myspace che tanto ha rivoluzionato il mondo musicale e che ha portato al trionfo dei social network nella vita quotidiana di milioni di persone, SoundCloud è un sito che consente ai musicisti di diffondere la propria musica sul web. Caratteristica che lo differenzia dal più datato papà è quella di permettere agli artisti di caricare la propria musica con un URL modificabile e di “sincronizzare” il proprio account a un altro (magari proprio sui social network più diffusi) condividendo così più facilmente i contenuti. Inoltre grazie ai widget (componente grafico implementabile in molti Content management system) è possibile inserire un “lettore” SoundCloud che automaticamente aggiorna i brani caricati. La versione a pagamento consente inoltre di caricare e scaricare musica liberamente.

Spotify

Un servizio gratuito per ascoltare brani online di tutti i più grandi artisti italiani ed internazionali. Per ottenere maggiori funzioni e rimuovere le pubblicità, è possibile sottoscrivere dei piani a pagamento. Si può scaricare il programma su computer, smartphone e tablet e connettersi attraverso il proprio account Facebook, attivando così anche le funzioni social. In versione gratuita è prevista la pubblicità e un limite di 10 ore mensili di musica, altrimenti ci si può abbonare: con piano Unlimited che rimuove pubblicità e limiti di tempo al prezzo di 4.99 euro/mese e con piano Premium che aggiunge la possibilità di ascoltare le canzoni offline e l’abilitazione all’uso di Spotify su smartphone e tablet per 9.99 euro/mese.

 

Stereomood

Startup italiana premiata da Mind the bridge ed RCS Digital Publishing, Stereomood è una web radio emozionale che propone una nuova modalità di ascolto gratuito della musica online, con playlist che gli utenti possono selezionare in base allo stato d’animo o alla situazione che stanno vivendo (per esempio quando si apprestano a fare sport, se hanno organizzato una festa), e di conoscere nuovi brani musicali simili per ogni traccia che si ascolta. Decine di migliaia i brani catalogati per mood activity in centinaia di playlist. Per saperne di più l’intervista di Incontragiovani a Eleonora Viviani, creative director di Stereomood.

 

 

Category: Curiosità

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