Tutela del capitale naturale? In Italia sono in vigore 37 sussidi dannosi per la biodiversità

Il ministero dell’Ambiente ha pubblicato la terza edizione del Rapporto sullo stato del capitale naturale in Italia, un prezioso documento che attraverso la contabilizzazione dei beni naturali punta a superare il paradosso della “invisibilità economica della natura”: ci ostiniamo a osservare l’incremento (o più spesso lo stallo) della nostra economia, dimenticando che per sostenerla consumiamo 8,7 tonnellate di risorse naturali l’anno a testa, e che per ottenere mille euro di Pil servono 0,31 tonnellate di queste risorse: nel 2016 (ultimo dato disponibile) il Consumo materiale interno ha raggiunto le 493.538.000 tonnellate a livello nazionale.
Non solo: secondo le precedenti edizioni del report la natura ci regala 338 miliardi di euro in servizi ecosistemici, ma attraverso la nostra pressione sull’ambiente mettiamo a rischio beni assai più preziosi. Acqua e aria pulite, cibo, il piacere di passeggiare in un bosco. La natura ci dà la vita ma «pur essendo indubbiamente fonte primaria di tutti i valori d’uso e di scambio, non si vede riconosciuto alcun merito e alla sua protezione sono allocate quote irrisorie del prodotto sociale. L’idea di fondo è che, adottando un’unità di riferimento e un sistema di misurazione comune (e al quale i vari portatori di interesse sono più abituati), si possa meglio comprendere e far comprendere il valore della natura e persino proteggerla e conservarla con più efficacia».
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Category: Ecologia



