Anche in Europa, i rischi delle ondate di caldo si ripercuotono soprattutto sulle persone più povere
In Europa si stima che nel 2023 50mila persone siano morte per il caldo. I dati dimostrano come alcune categorie siano più vulnerabili rispetto ad altre. “Le ondate di caldo sono la tipologia di meteo estremo più mortale, ma non lasciano una scia di distruzione né impressionanti immagini di devastazioni. Uccidono le persone povere e sole nei paesi ricchi e le persone povere che lavorano all’aperto nei paesi in via di sviluppo”. A dirlo è Friederike Otto, fondatore del World Weather Attribution, la principale autorità che conduce gli studi di attribuzione. “Negli ultimi 13 mesi ci saranno migliaia e migliaia di storie di persone morte per il caldo, storie che nessuno racconterà mai”.
Parole drammatiche che, però, non fanno che rispecchiare la realtà. Una realtà in cui la crisi climatica rende ancora più profonde le disuguaglianze sociali ed economiche.
Cosa sappiamo delle morti dovute alle ondate di caldo
Quando il record del giorno più caldo mai registrato è stato superato due volte in due giorni, il 21 e il 22 luglio 2024, il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha lanciato un appello. Ricordando che le ondate di calore non sono più eccezioni limitate a specifiche zone geografiche, ma stanno aumentando in termini di scala, intensità, frequenza e durata. Sappiamo che questo fenomeno è dovuto ai cambiamenti climatici di origine antropica e sappiamo anche che continuerà a peggiorare. Si stima che nel mondo il caldo uccida quasi mezzo milione di persone all’anno, un numero trenta volte superiore rispetto a quello dei decessi dovuti ai cicloni tropicali. In Europa si parla di 50mila morti nel 2023.
Guterres invita a tutelare proprio le fasce più vulnerabili della popolazione, a partire da bambini (nel mondo, uno su quattro è esposto a frequenti ondate di caldo) e anziani (nell’arco degli ultimi vent’anni, le morti di over 65 legate al caldo sono aumentate dell’85 per cento). Entro il 2050, il numero di persone povere che vivono in città e sono esposte al caldo estremo potrebbe crescere del 700 per cento. Queste sono stime globali, confermate da altri studi condotti su scala locale. Una ricerca del 2020 per esempio esamina le conseguenze delle ondate di caldo in 17 distretti di Madrid, rilevando un incremento della mortalità solo in tre di essi: quelli con un reddito inferiore alla media. Molto simili le conclusioni di un’analoga ricerca condotta in dieci province spagnole: chi vive in campagna è più tutelato e la povertà è da considerare come un fattore di rischio. Questo tema in Europa sta emergendo solo di recente; negli Stati Uniti se ne discute da tempo, in seguito agli studi che dimostrano come nei quartieri poveri ci siano meno alberi e temperature più alte.



