Secondo la relazione annuale della Commissione, la qualità del lavoro è una priorità nell’UE

| 14 Ottobre 2026

La qualità del lavoro nell’Unione Europea è migliorata negli ultimi dieci anni, registrando importanti progressi in termini di retribuzioni, sicurezza del posto di lavoro e gestione degli orari.

È quanto emerge dal rapporto “Prospettive europee per l’occupazione e il sociale 2026”, pubblicato dalla Commissione Europea, che evidenzia come l’occupazione di qualità sia una leva fondamentale per costruire un’economia solida, produttiva e competitiva.

Offrire buone condizioni lavorative permette infatti di aumentare la motivazione del personale, ridurre il turnover, stimolare la formazione e ottimizzare l’organizzazione aziendale, rappresentando inoltre una risorsa cruciale per combattere la carenza di manodopera che affligge oggi diversi settori.

I dati mostrano tuttavia profonde disuguaglianze.

La qualità delle mansioni risulta sensibilmente più alta nei settori dell’ICT, della finanza, della pubblica amministrazione e delle professioni scientifiche, mentre fatica a decollare nei servizi di alloggio, ristorazione e supporto amministrativo. Emergono divari evidenti anche tra i vari Paesi membri.

Sul fronte retributivo, la relazione evidenzia un legame diretto tra produttività e stipendi, sottolineando l’impatto positivo dell’adozione della direttiva UE sui salari minimi, che ha sostenuto le retribuzioni soprattutto nelle aree meno avvantaggiate. Per sostenere questa dinamica e uniformare le tutele, la Commissione presenterà nel corso dell’anno il «Quality Jobs Act».

Il rapporto dedica poi un focus al ruolo crescente dell’intelligenza artificiale, risorsa capace di incrementare la produttività ma anche di esercitare pressioni sulle mansioni di livello base o di routine. L’uso dei sistemi automatizzati offre un aiuto immediato soprattutto ai lavoratori meno esperti, pur comportando il rischio di indebolire il pensiero critico e la capacità di individuare errori, motivo per cui sarà essenziale investire nel dialogo sociale e nella formazione.

Nonostante uno scenario economico complesso e condizionato dal rallentamento globale — che per il 2026 stima una riduzione di circa 440.000 nuovi posti di lavoro rispetto alle previsioni —, il mercato del lavoro dell’UE conferma la sua resilienza, mantenendo il tasso di disoccupazione ai minimi storici del 6% e vedendo un recupero dei salari reali, che supereranno dell’1,4% i livelli pre-pandemia.

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Category: Novità dall'UE

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