Dopo Copenaghen

| 30 Dicembre 2009 | 4 Comments

copenaghenIl presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso ha espresso delusione per l’accordo concluso in extremis alla conferenza di Copenaghen sul clima, definendolo di gran lunga inferiore alle attese dell’UE.
Nel testo, lungo meno di tre pagine, mancano elementi che l’UE ritiene fondamentali, tra cui obiettivi collettivi per la riduzione delle emissioni di gas serra. Eppure anche un risultato così modesto si è rivelato difficile da raggiungere. A poche ore dal termine, i negoziati erano sull’orlo del fallimento, ma sabato, dopo tutta una notte di accesi dibattiti, i leader hanno deciso di “prendere atto” dell’intesa.

Il documento invita a ridurre le emissioni di gas serra, allo scopo di limitare il riscaldamento globale a meno di 2°C, valore considerato come la soglia al di là della quale il cambiamento climatico potrebbe degenerare in una spirale incontrollabile. I paesi sviluppati sono esortati a compiere tagli profondi e verificabili, mentre quelli in via di sviluppo dovrebbero iniziare a ridurre le loro emissioni e riferire in merito ai risultati raggiunti ogni due anni, lasciando spazio a consultazioni e analisi a livello internazionale.
Non vengono però indicati obiettivi globali di riduzione delle emissioni, come il taglio del 20% già deciso per i paesi dell’UE. Spetterà ai singoli paesi decidere fino a che punto spingersi. Forse il risultato più tangibile è stato l’impegno dei paesi sviluppati a stanziare 21 miliardi di euro nei prossimi tre anni e 70 miliardi di euro entro il 2020 per il finanziamento di progetti nei paesi poveri per la promozione dell’energia pulita e per la lotta contro la siccità, la salita del livello dei mari e altri cambiamenti climatici. L’UE si è impegnata a versare 7,2 miliardi di euro sui 21 complessivi dei fondi per il periodo iniziale, a partire da fonti sia private che pubbliche.

http://ec.europa.eu/news/environment/091221_it.htm

Category: Novità dall'UE

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