25 marzo 2020: il primo Dantedì

Dal 17 gennaio 2020, giorno in cui il Consiglio dei Ministri ha approvato l’istituzione di una giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, l’Italia si prepara a celebrare il suo primo Dantedì. L’idea dell’iniziativa, avanzata per la prima volta dal giornalista del “Corriere della Sera” Paolo di Stefano e dal presidente onorario Francesco Sabatini, immediatamente sostenuta da molte realtà culturali del paese, era stata accolta con entusiasmo dal ministro per i Beni e le attività culturali, Dario Franceschini.
Il 25 marzo, giorno che gli studiosi riconoscono come inizio del viaggio nell’aldilà della Commedia, era stato scelto per le celebrazioni: per quella data erano state pensate molte occasioni di incontro reale che avrebbero coinvolto le istituzioni, le università e le scuole, in Italia e non solo. Tuttavia, secondo le disposizioni governative emanate in relazione all’emergenza COVID-19, per quest’anno il 25 marzo sarà una giornata che pressoché tutta Italia trascorrerà all’interno della propria casa. Il progetto, malgrado tutto, non si è fermato.
L’Accademia della Crusca, che fin dall’inizio ha caldeggiato il realizzarsi dell’iniziativa, sarà impegnata nell’animare la giornata. Se non sarà possibile riunirsi in convegni e incontri, allora le celebrazioni passeranno attraverso il mezzo della rete, su cui la Crusca è da anni molto attiva grazie al proprio sito web e ai profili Facebook, Twitter, Youtube e, ultimo arrivato, Instagram.
L’idea è quella di riunire tutti gli amanti della lingua italiana nel ricordo di Dante Alighieri. Accademici, collaboratori, amici a vario titolo dell’Accademia saranno coinvolti nella creazione di brevi video, in cui dalle proprie case racconteranno cosa Dante ha significato e significa per loro.
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