La professione docente in Europa: pratiche, percezioni, politiche

| 2 Luglio 2015

docente

La professione docente resta ancora una scelta di carriera allettante? Quali sono le condizioni di lavoro degli insegnanti? Chi li valuta? Come sono formati per svolgere il loro lavoro? Quanto sfruttano la mobilità transnazionale per la loro formazione?
L’ultimo rapporto di Eurydice cerca di rispondere a queste ed ad altre domande attraverso un’analisi della correlazione tra le politiche educative che regolano la professione docente in Europa e i comportamenti, le pratiche e le percezioni dei docenti stessi, nel tentativo di offrire dati concreti che possano influenzare le politiche in questo settore. L’’analisi ruota attorno a cinque assi che sono, infatti, di primaria importanza a livello politico: 1) contesto demografico e di lavoro; 2) formazione iniziale e transizione verso la professione; 3) sviluppo professionale continuo; 4) mobilità transnazionale e 5) “attrattività” della professione.
Il rapporto riguarda nella fattispecie i quasi 2 milioni di docenti che insegnano nelle scuole secondarie inferiori dei 28 Stati membri dell’UE, dell’’Islanda, Liechtenstein, Montenegro, ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Norvegia, Serbia e Turchia. Si basa su dati qualitativi e quantitativi tratti dai documenti ufficiali dei paesi esaminati (fonte Eurydice) e su dati statistici (fonte Eurostat/UOE), combinati ad un’analisi secondaria dell’indagine OCSE TALIS 2013. L’anno di riferimento è il 2013/2014.
Per consultare il rapporto: The Teaching Profession in Europe: Practices, Perceptions, and Policies http://www.indire.it/lucabas/lkmw_img/eurydice/teaching_profession_2015_EN.pdf
È disponibile anche un’ Appendice contenente i dati statistici: http://www.indire.it/lucabas/lkmw_img/eurydice/teaching_profession_2015_appendix_EN.pdf

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