EU KIDS Act: legge europea per limitare l’accesso dei minori ai social media nell’UE
Un passo decisivo per la tutela dei più giovani nel mondo digitale: la Commissione europea ha presentato la proposta per l’EU KIDS Act, un atto legislativo fondamentale progettato per rafforzare la sicurezza online dei minori in tutti i Paesi dell’Unione.
Questa misura punta a trasformare radicalmente il modo in cui le piattaforme digitali interagiscono con i giovani utenti, stabilendo regole chiare e responsabilità precise per i colossi del web.
Tra le novità più rilevanti spicca l’introduzione di un approccio graduale all’accesso ai social media. La proposta di legge vieta del tutto l’accesso ai minori di 13 anni e fissa a 15 anni l’età minima per poter aprire un account in piena autonomia.
Oltre a queste soglie anagrafiche, la norma introduce un vero e proprio cambio di paradigma invertendo l’onere della prova: non spetterà più agli utenti o alle famiglie dimostrare i rischi di una piattaforma, ma saranno i fornitori dei servizi a dover provare concretamente che i propri prodotti sono sicuri fin dalla progettazione e adatti all’età dei ragazzi.
L’impianto complessivo del KIDS Act si articola attorno a quattro pilastri essenziali:
- Ritardo nell’accesso ai social media, per proteggere le fasce d’età più vulnerabili.
- Sicurezza fin dalla progettazione (safety by design), integrando la protezione come requisito nativo delle piattaforme.
- Verifica dell’età sicura, adottando sistemi che tutelino rigorosamente la privacy degli utenti.
- Applicazione efficace, per garantire che le norme vengano fatte rispettare con severità e costanza.
La proposta legislativa si trova ora all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio per avviare l’iter ufficiale di approvazione. Data la crescente esigenza di risposte rapide e strutturate a livello comunitario, un’adozione in tempi brevi sarà fondamentale per definire i nuovi standard della cittadinanza digitale in Europa.
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