A caccia del posto di lavoro, ecco come fare

Abbiamo riassunto brevemente il “dossier” pubblicato su Panorama il 30 gennaio 2013 che mette in luce diversi aspetti interessanti sul mondo del lavoro e offre dei consigli utili per aumentare le possibilità di trovare un posto di lavoro.
La disoccupazione giovanile è arrivata ai massimi livelli storici, eppure le aziende sono alla ricerca di migliaia di persone. Dai dati Istat emerge che a novembre 2012, nella fascia d’età 15-24 anni, la disoccupazione ha sfondato il tetto del 37 per cento. Ben 641 mila ragazzi sono alla ricerca di un impiego.
Colpa della crisi senza precedenti, «ma anche di uno scollamento pressoché totale tra scuola e lavoro» avverte Stefano Colli-Lanzi, 48 anni, amministratore delegato e titolare del GiGroup, primo gruppo italiano nei servizi per il lavoro, alle spalle della svizzera Adecco e della statunitense Manpower.
«Questo spiega anche il paradosso delle migliaia di posti di lavoro che restano vacanti persino oggi». In casa Manpower parlano di «introvabili» ossia quelle figure professionali di più difficile reperimento da parte delle imprese. Per esempio, in Piemonte non ci sarebbero abbastanza ingegneri meccanici, mentre in Sardegna latitano gli agenti di commercio.
Ma attenzione: questo non significa necessariamente che mancano le persone qualificate per quel tipo particolare di lavoro. Può anche accadere che le condizioni offerte (prima tra tutte il salario) non siano considerate adeguate dalla maggioranza dei candidati.
In notevole aumento, inoltre, un altro fenomeno preoccupante, quello dei «Neet» (Not in employment, education or training): secondo uno studio recente condotto dal Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), nella fascia d’età 15-29 anni gli inattivi sono oltre il 24 per cento del totale, con uno scarto di 10 punti in più su paesi come Regno Unito e Francia (14,6 per cento entrambi) e Germania (11 per cento).
Significa che un under 30 su quattro in Italia non ha una occupazione e allo stesso tempo non è a scuola o in formazione.
Nonostante le numerose difficoltà, trovare lavoro si può!Come?
Il primo passo è fare un bilancio delle competenze passando ai raggi X l’iter formativo e professionale. Analizzando capacità (sapere fare) e personalità (sapere essere). Vanno poi prefissati obiettivi precisi e realizzabili.
Una laurea umanistica per chi vuole lavorare nelle risorse umane non è sufficiente, ci vogliono master o corsi di specializzazione specifici. L’esperienza all’estero è auspicabile e molto apprezzata nel mondo del lavoro. E’ molto importante realizzare un curriculum vitae essenziale e sintetico, che non vada oltre le due pagine.
Vanno tenuti d’occhio tutti i canali utili per trovare lavoro: siti aziendali, annunci cartacei, agenzie o società di ricerca online e offline, enti pubblici e social network.
Ecco altri consigli utili per aumentare le possibilità di trovare un posto di lavoro:
– Dopo la laurea o la maturità (o anche per chi non ha finito gli studi) iscrivetevi sui vari social network specializzati come Linkedin
– Attenzione a non pubblicare commenti, foto ed esperienze che potranno in futuro gettare luce negativa su di voi
– Creare un proprio sito internet se si hanno contenuti interessanti
– Fatevi aiutare da un’agenzia per il lavoro e fare un check-up su se stessi in modo da definire le proprie competenze e individuare i punti deboli
– Una laurea spesso non basta quindi per entrare in un azienda è conveniente frequentare corsi che diano un buon motivo assumere proprio voi.
– Non inviate curriculum a nastro, evitate di barare (oggi grazie alla rete e altri mezzi vi scoprono subito)
Molte aziende ora fanno compilare le candidature online !
– Essere più flessibili, bisogna essere disposti a lavorare fino a tardi o anche il fine settimana
– Frequentare fiere del lavoro è molto importante. Queste si tengono nelle università o nelle grandi città
– Presentarsi ai colloqui vestiti in modo adeguato.
– Accettare eventuali percorsi di stage che, anche se non permettono di guadagnare molto, aiutano a farsi conoscere dalle aziende e ad acquisire nuove competenze.
Per leggere tutto il dossier clicca qui (in fondo alla pagina trovate anche la versione pdf)



