Capitale della Cultura 2020: Pordenone c’è!
Il primo passo per fare di Pordenone la capitale italiana della Cultura è stato fatto. La Giunta cittadina ha preso positivamente in esame il progetto. Nel concreto, adesso, bisognerà allestire la documentazione per partecipare al bando. A guidare le fila è l’assessore alla Cultura della città, Pietro Tropeano. “Abbiamo in mano tante eccellenze a livello di manifestazioni ed eventi, ormai rinomati in ambito nazionale – spiega. Da Pordenonelegge alle Giornate del Cinema muto, da Dedica alle Voci dell’Inchiesta, passando per le tante mostre e rassegne che ospitiamo”. E’ indubbio che Pordenone da anni viva un fermento culturale dal punto di vista del teatro, della musica e di quanto metta al centro la cultura. “Ottenere l’assegnazione nel 2020 contribuirebbe anche a dare una vetrina alla città, rilanciando turismo ed economia”, sottolinea Tropeano.
A scegliere ogni anno la capitale italiana è Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo attraverso una commissione di sette esperti nominata dallo stesso ministero. La città prescelta, per il periodo di un anno, ha la possibilità di mettere in mostra la sua vita e il suo sviluppo culturale. L’idea è nata 2014 a seguito della proclamazione della città di Matera a capitale europea della cultura 2019. L’iniziativa ha, tra gli obiettivi, quello di “valorizzare i beni culturali e paesaggistici” e di “migliorare i servizi rivolti ai turisti”. Ecco perché questa assegnazione fa gola a molti. In lizza, assieme a Pordenone ci sono realtà di peso. Al momento stanno fiorendo le candidature. Si va da Lucca ad Agrigento, da Vibo Valentia a Nuoro, da Bitonto a Cuneo. Il bando dovrebbe uscire a inizio aprile e altre realtà potrebbero mettersi in lista.
Già per l’adunata nazionale degli alpini la città ha mostrato le sue capacità
Quest’anno la capitale culturale è Pistoia, quindi nel 2018 toccherà a Palermo, mentre per il 2019 è pronta Matera, che farà da capitale europea. Pordenone spera di raccogliere il testimone. La concorrenza è agguerrita, ma la città sul Noncello ha le carte in regola per provarci. Come già dimostrato con l’adunata nazionale degli Alpini. “Non parlo di sfida – conclude Tropeano – ma voglio pensare che sia una bella e grande opportunità. Con il sostegno delle categorie economiche, istituzionali e culturali l’impresa può essere alla nostra portata”.
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