Con “L’Orto in Tasca” l’agricoltura è digital!

| 9 Agosto 2016

Frutta-e-verdura-di-febbraioA Udine è stata creata l’app L’Orto in Tasca, finanziata attraverso crowdfunding. Permette di trovare l’azienda agricola a km 0 o il mercatino più vicino: 800 i produttori coinvolti

“Stiamo per inaugurare un grande cambiamento, ma non posso anticipare nulla: dico solo che sarà una piccola rivoluzione”. Così Eva De Marco, 39 enne da Udine, fondatrice e CEO di L’Orto in Tasca, oggi in procinto di un affrontare un netto e misterioso rinnovamento.

La sua app riunisce 800 aziende agricole in tutta Italia e rappresenta una guida per una spesa sana e sostenibile, una community che offre informazioni e consigli per acquistare frutta e verdura in modo consapevole.

“Tutto nasce per una mia esigenza personale” racconta “. Un giorno cercavo un mercatino di imprenditori agricoli vicino casa: avevo consultato Internet per accertarmi degli orari, ma arrivai sul posto e non c’era nessuno. Mi accorsi che il settore era parecchio indietro da un punto di vista tecnologico e restio a un approccio social, decisi di dare vita a uno strumento che consentisse agli utenti di trovare sempre l’azienda di prodotti a chilometro zero oppure il mercatino più vicino a casa”.

Era la fine del 2012 e Eva, ingegnere civile specializzata in progettazione strutturale e architettonica, stilò un business plan e si mise alla ricerca di fondi. Convinta della bontà della sua idea prese parte a una call di Tim, poi si rivolse al crowdfunding. Scelse la piattaforma francese Ulule, agli inizi, cui sottopose il progetto.

Ma come funziona L’Orto in Tasca? Bisogna scaricare gratuitamente la app sul proprio smartphone e consentire l’accesso alla geolocalizzazione, a quel punto sarà possibile sapere in ogni momento l’azienda agricola nei paraggi e i prezzi applicati, con relative offerte. Inoltre sarà possibile sapere se le aziende hanno produzione biologica, se è presente un agriturismo o una fattoria didattica. Gli utenti potranno recensire le strutture e dare voti, compilare calendari sulla stagionalità dei prodotti. Tra questi anche carne, uova, formaggio, olio, vino e farine.

“Io mi definisco un ingegnere in evoluzione: il mondo contadino, osservato dalla prospettiva della consumatrice, è da sempre una mia passione e questa esperienza mi sta dando molto, tira fuori aspetti della mia personalità di cui nemmeno pensavo di disporre” dice De Marco. Che continua a “battagliare” con gli agricoltori italiani, cercando di sviluppare un’anima digital che fa sempre un po’ di fatica a emergere.

“Il consumatore è cambiato, devono cambiare anche loro. Molti orti di famiglia sono spariti, la gente ha l’esigenza di comprare sano e ha poco tempo a disposizione: la sfida è rispondere a questo bisogno. L’Orto in Tasca guarda sia al lato cliente, che finora ha dato risposte entusiaste, che a quello del produttore, nel tentativo di supportare le aziende agricole nel loro processo di digitalizzazione. I giovani contadini si dimostrano interessati e consapevoli delle potenzialità del mezzo, con loro il dialogo è proficuo, i più anziani invece continuano a porre molte resistenze”.

Intanto l’app ha vinto il premio Green Award del Corriere della Sera a fine 2014 e Eva De Marco, affiancata nel lavoro di tutti i giorni da Massimo e Martina Sotgiu, è stata invitata come speaker al TEDxAssisi. “Siamo all’1% dei lavoratori agricoli coinvolti, in futuro vogliamo investire su chi davvero si sente parte dell’avventura. Nel frattempo guardiamo all’estero, abbiamo un progetto per espanderci in Austria: in Europa la concorrenza è inesistente, o quasi”.

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