“E fu mattina”: l’arte racconta la distruzione e la forza della rinascita
A cinquant’anni dal terremoto del Friuli, l’arte diventa occasione di riflessione sulla distruzione, sulla memoria e sulla capacità di ricominciare. Dal 29 ottobre 2026 al 24 gennaio 2027, Gemona del Friuli, Artegna e Osoppo ospitano “E fu mattina. Alcune forze distruggono, altre resistono e rialzano”, una mostra diffusa ideata e curata da don Alessio Geretti.
Il percorso espositivo riunisce opere di grandi artisti, tra cui Caravaggio, Goya, Canova, Picasso, Guttuso e Chagall, affrontando il tema della distruzione nelle sue diverse forme: dalle calamità naturali alle guerre, fino alle forze capaci di generare speranza e rinascita.
La mostra trova nel terremoto del 1976 un riferimento particolarmente significativo: un’esperienza che ha segnato profondamente il Friuli, ma che ha anche dimostrato quanto solidarietà, responsabilità e partecipazione possano trasformare una tragedia in un’occasione di ricostruzione.
Un messaggio che supera i confini della memoria locale e assume un significato universale, soprattutto in un presente ancora segnato da conflitti e devastazioni. Attraverso il linguaggio dell’arte, l’esposizione invita a interrogarsi sulle forze che distruggono e, soprattutto, su quelle che permettono di rialzarsi e guardare al futuro.
La mostra è visitabile fino al 24 gennaio 2027 nelle tre sedi:
- Gemona del Friuli: Palazzo Elti, via Bini 9.
- Artegna: Castello Savorgnan, via delle Chiese 15.
- Osoppo: Chiesa di Santa Maria ad Nives, via Leonardo Andervolti 65.
Maggiori informazioni su efumattina.it/
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