Educazione ambientale sarà obbligatoria a scuola
Mini rivoluzione fra i banchi di scuola: l’educazione ambientale diventerà una materia obbligatoria, dalla materna sino alla secondaria superiore, dal prossimo anno. Dal riciclo dei rifiuti alla tutela del mare e del territorio, dalla biodiversità all’alimentazione sostenibile, i temi ambientali entreranno in aula per ora durante l’insegnamento di altre materie, come geografia, scienza, arte, in attesa di imporsi con un’ora strutturale, tutta riservata a loro. Le linee guida del progetto sono pronte e sono contenute in un faldone da circa 150 pagine.
“E’ un progetto molto importante che avrà una grande ricaduta su tutto il Paese” ha assicurato il sottosegretario, intervenendo oggi ad un convegno. L’educazione ambientale, nel progetto del ministero dell’Ambiente, non dovrà essere più discrezionale come avviene oggi nell’ambito delle materie di educazione civica. Il progetto “parte proprio dai bambini” che “sono il nostro futuro – ha spiegato Degani – e potranno a pieno titolo essere chiamati nativi ambientali”. Un concetto tanto caro al ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, per il quale la diffusione della cultura ambientale tra i giovani e’ un tema fondamentale tanto che ne ha fatto una delle missioni principali del suo mandato per sviluppare una cultura ambientale nel Paese.
“Credo che comminare sanzioni, contemplare reati in ambito ambientale sia doveroso ma non sia sufficiente” è l’idea del sottosegretario Degani: “è necessario intervenire con una politica di grande respiro, a lungo termine altrimenti il patrimonio che abbiamo a disposizione oggi non ci sarà più domani. Ecco allora entrare in campo l’Educazione ambientale come strumento imprescindibile da cui partire per far capire l’importanza di alcune scelte”. Il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, accoglie positivamente il progetto ma avverte: “Rendere l’educazione ambientale obbligatoria a scuola è una scelta molto positiva, ma non deve rappresentare una mera aggiunta di una materia, rappresenti piuttosto anche l’introduzione di forme nuove di apprendimento per educare alla convivenza civile e al futuro”.
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