Entra in vigore il nuovo accordo UE-Cile
Il 1 febbraio è entrato in vigore l’accordo commerciale tra Unione Europea ed il Cile, chiamato accordo commerciale interinale, “Interim Trade Agreement” (ITA). Il Direttorato Generale (DG) per il Commercio Internazionale della Commissione Europea, responsabile dei negoziati e dell’implementazione del nuovo accordo, ha risposto alle nostre domande.
Perché l’Unione Europea ha negoziato e concluso un nuovo accordo con il Cile, allorché le nostre relazioni bilaterali erano già governate da un accordo bilaterale?
Il vecchio accordo fu firmato più di 20 anni fa. Da allora il mondo è cambiato sostanzialmente. Il nuovo accordo risponde a questi cambiamenti e dà risposte alle nuove sfide globali. L’aggiornamento dell’accordo arriva in un momento in cui le società e le economie del Cile e dell’UE si trovano ad affrontare sfide globali senza precedenti. Le ripercussioni della guerra, tra cui l’inflazione, le interruzioni delle catene di approvvigionamento e l’impennata dei prezzi dell’energia, hanno messo in luce l’urgente necessità di rafforzare i legami con alleati chiave a noi affini, con lo scopo di accelerare la transizione energetica, rafforzare e diversificare le fonti di approvvigionamento strategiche.
Di fatto, il vecchio accordo non affrontava alcune delle importanti questioni chiave per le relazioni commerciali odierne, quali l’energia, le materie prime, il commercio e lo sviluppo sostenibile. Inoltre, non garantiva la protezione delle indicazioni geografiche per i prodotti agroalimentari, ad eccezione del vino e degli alcolici. Il nuovo accordo include delle misure su tutti questi settori e getta le basi per rafforzare le relazioni commerciali e di investimento tra la UE ed il Cile.
Qual è il valore aggiunto del nuovo accordo? Quali sono le nuove opportunità per i nostri operatori economici?
L’accordo approfondisce e amplia le relazioni commerciali e di investimento tra l’UE ed il Cile e offre nuove opportunità e una maggiore certezza giuridica per le imprese europee nella quinta economia dell’America Latina. Per esempio, l’accordo prevede:
• L’abbattimento di dazi sul 99% delle esportazioni dell’UE.
• Maggiore accesso alle materie prime e alle fonti di energia rinnovabili essenziali per la transizione verso l’economia verde, quali litio, rame e idrogeno.
• Migliori opportunità per le imprese europee di fornire i propri servizi in Cile, tra cui servizi di telecomunicazione, trasporti marittimi e servizi finanziari.
• Trattamento egualitario per gli investitori europei in Cile, paragonati agli investitori cileni anche nel settore dell’energia e delle materie prime.
• Migliore accesso per le imprese europee agli appalti pubblici cileni per beni, servizi, lavori e concessioni di lavori.
• Un capitolo dedicato alle piccole e medie imprese per garantire che le piccole imprese traggano pieno vantaggio dall’accordo, anche riducendo la burocrazia.
• Protezione di 234 prodotti alimentari e bevande tipici europei e cileni (indicazioni geografiche), con la possibilità di aggiungerne altri in futuro. Molti di questi prodotti
sono italiani!
La Commissione ha sottolineato l’importanza del nuovo accordo per
l’approvvigionamento di materie prime critiche, mettendo anche in rilievo il
carattere geopolitico delle relazioni con il Cile. Ci può spiegare meglio?
Il Cile è uno dei maggiori produttori di materie prime critiche come il rame e il litio. Queste materie prime sono indispensabili per la produzione di beni “verdi” come le batterie per le automobili elettriche. Si prevede che la domanda e la concorrenza per il litio e il rame vedranno un’impennata vertiginosa a livello globale nel prossimo
decennio. Un accesso ridotto alle materie prime critiche minaccerebbe la transizione ecologica nell’UE e ci renderebbe totalmente dipendenti da produttori come la Cina. Il nuovo accordo garantisce l’accesso di cui abbiamo bisogno al litio e al rame, garantendo al contempo i più elevati standard di sostenibilità per l’estrazione di tali materie. In questo senso l’accordo riveste un’importanza geopolitica. Allo stesso tempo l’accordo prevede che il Cile possa perseguire i suoi obiettivi di politica industriale, cioè lo sviluppo della catena di valore delle risorse estratte. Rafforzando le sinergie tra partners affini, l’accordo consentirà all’UE e al Cile di cooperare su sfide globali come la riduzione dei rischi delle catene di approvvigionamento e la lotta contro il cambiamento climatico. Ciò garantirà la competitività delle imprese di entrambe le parti, raggiungendo al tempo stesso l’obiettivo comune di una transizione ecologica e sostenibile.
Come gestirà l’UE le importazioni di prodotti sensibili (ad esempio carne di
manzo, pollo, maiale, agnello, olio d’oliva)?
L’accordo tiene pienamente conto della sensibilità degli agricoltori europei e rispetta i loro interessi. Come in altri accordi commerciali, l’UE non aprirà completamente il suo mercato alle importazioni di prodotti agroalimentari. Per i prodotti sensibili l’accesso al mercato dell’UE sarà concesso in modo limitato e rigorosamente controllato. Ciò sarà ottenuto attraverso contingenti tariffari (TRQ) attentamente calibrati. In ogni caso, le principali esportazioni agroalimentari del Cile riguardano frutta e verdura “contro-stagionali”, quindi non rappresentano una minaccia per gli agricoltori dell’UE.
Dove possiamo trovare le informazioni relative al nuovo accordo?
Il sito della DG TRADE contiene tutte le informazioni sull’accordo, a cominciare dal testo integrale. Sono anche disponibili dei documenti per guidare gli operatori a sfruttare appieno l’accordo, per esempio dando maggiori informazioni circa le regole d’origine e le tariffe. Suggerisco di visitare le seguenti pagine web:
EU-Chile: Text of the agreement
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202402953
(in Italiano)
The EU-Chile agreement explained
EU-Chile Interim Trade Agreement | Access2Markets
Opportunità dall’Europa, n. 4 anno 13, Aprile 2025
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Category: Novità dall'UE



