Erasmus dimezza la disoccupazione e rafforza la mobilità

| 22 Ottobre 2014 | 0 Comments

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Un nuovo studio sull’impatto di Erasmus, il programma di scambio per studenti dell’Unione europea, mostra che i laureati con esperienza internazionale se la cavano meglio degli altri nel mercato del lavoro. I giovani che studiano o si formano all’estero non acquisiscono soltanto conoscenze in discipline specifiche, ma consolidano anche le competenze trasversali fondamentali, molto apprezzate dai datori di lavoro. Un nuovo studio sull’impatto di Erasmus, il programma di scambio per studenti dell’Unione europea, mostra che i laureati con esperienza internazionale se la cavano meglio degli altri nel mercato del lavoro: l’incidenza della disoccupazione di lunga durata per questo gruppo è dimezzata rispetto a chi non ha studiato né si è formato all’estero e, a cinque anni dalla laurea, il loro tasso di disoccupazione è più basso del 23%. Lo studio, realizzato da esperti indipendenti, è il più ampio mai condotto su questa tematica, con quasi 80 000 partecipanti tra cui studenti e imprese.

“In un contesto europeo segnato da livelli inaccettabili di disoccupazione giovanile i risultati dello studio di impatto su Erasmus sono estremamente significativi. Il messaggio è chiaro: chi studia o si forma all’estero migliora le proprie prospettive lavorative. Il nuovo programma Erasmus+ offrirà sovvenzioni UE a quattro milioni di persone tra il 2014 e il 2020, dando loro la possibilità di sperimentare la vita in un altro paese mediante studi, formazione, insegnamento o volontariato” ha dichiarato Androulla Vassiliou, Commissaria per l’Istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù.

Nei prossimi sette anni (2014-2020) il nuovo programma Erasmus+ darà l’opportunità di andare all’estero a 4 milioni di persone, tra cui 2 milioni di studenti e 300 000 docenti dell’istruzione superiore. Inoltre, il programma sovvenzionerà 135 000 scambi di studenti e personale con paesi partner non europei. Erasmus+ sarà ancora più accessibile grazie a un maggiore sostegno linguistico, regole più flessibili e un sostegno supplementare per le persone con esigenze speciali, provenienti da ambienti svantaggiati o da zone isolate.
Leggi tutto l’articolo: http://ec.europa.eu/italy/news/2014/20140922_com_erasmus_it.htm

Category: Novità dall'UE

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