Industria alimentare in controtendenza: riprendono le assunzioni

| 14 Ottobre 2012 | 0 Comments

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Manager della sostenibilità, nutrizionisti, analisti del gusto, affinatori di formaggi, designer e arredatori per il food: sono alcune delle nuove professioni che stanno conquistando l’industria alimentare italiana. Un settore che risente della crisi ma che, rispetto ad altri del nostro panorama economico, mostra forti segni di ripresa.

La cartina al tornasole che misura la temperatura del comparto food di casa nostra sono senza dubbio le assunzioni. E infatti, dopo due anni difficili, segnati dalla perdita di 2mila posti di lavoro, il 70% delle aziende del settore (il 75% di quelle orientate all’esportazione) dichiarano di avere in programma nuove assunzioni per il biennio 2013-2014. Lo rivela uno studio condotto su 1.000 imprese alimentari per conto di Federalimentare e pubblicato in occasione del recente Forum dei Giovani Imprenditori aderenti all’associazione di categoria.
Tra le imprese che hanno annunciato prossime assunzioni, oltre il 48% inserirà nuovo personale nell’area produzione. Della percentuale restante, quasi la metà (44,5%) riguarderà l’area tecnica, seguita dal marketing (il 35,6%, perlopiù medie e grandi imprese).
Le aree aziendali in cui le nuove assunzioni riflettono maggiormente un aumento degli organici rispetto al semplice mantenimento delle risorse sono, nel dettaglio, Marketing, Produzione, Qualità, Finanza e controllo. Ovvero i campi più strategici su cui si gioca il posizionamento dell’industria alimentare made in Italy nel panorama del mercato.
Le figure più richieste, secondo lo studio Federalimentare-Format Research, sono tecnici della qualità ed esperti di marketing; ma si affermano anche nuove professioni come il manager della sostenibilità e l’analista del gusto. “C‘è grande spazio per i giovani nel settore alimentare ha commentato Annalisa Sassi, presidente dei Giovani imprenditori di Federalimentare.
L’industria alimentare italiana continua ogni anno ad assumere circa 11.600 persone, il 15% delle quali (oltre 1.800) sono laureate, principalmente in economia, agraria, biologia, chimica e ingegneria. Nel solo 2011 gli occupati del settore in Italia ammontavano a 408mila.

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Category: Curiosità, Lavoro

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