INGLESE GIURIDICO: A TOLMEZZO UN’OPPORTUNITÀ PER GLI AVVOCATI O ASPIRANTI TALI

Volentieri vi presentiamo il corso permanente di Inglese Giuridico iniziato il 29.05.2013 ed effettuato OGNI MERCOLEDÌ DALLE ORE 11.00 ALLE ORE 12.30 NELLA SALA UDIENZE B DEL TRIBUNALE DI TOLMEZZO.
Questa iniziativa vuole contribuire a sopperire ad una tra le tante esigenze di formazione continua dell’avvocatura italiana.
Non si tratta di un “corso” di Inglese, monotematico, programmato, per tutte le categorie di giuristi, attuato secondo metodi e con strumenti didattici tradizionali, in ambiti prefissati ed immutabili e limitato nel tempo, in una parola: “blindato”; ma di un “percorso” in Inglese, multidisciplinare, realizzato con modalità e mezzi di insegnamento versatili ed in contesti variabili, modificabile ed adattabile in funzione di qualsiasi cosa possa agevolare l’apprendimento della lingua da parte di avvocati o aspiranti tali e soprattutto senza limiti temporali.Per iniziare è sufficiente conoscerne l’alfabeto e volere – con umiltà – “ripartire” dalle 26 lettere che lo compongono.
La proposta, tiene conto sia dei principali contesti pubblici e privati della società della conoscenza in cui la professione legale viene esercitata, sia della sempre maggiore importanza che la capacità di interagire in lingua Inglese assume nello scenario internazionale globalizzato.
Per tali ragioni essa mira a creare le condizioni perché l’avvocato:
– impari il lessico, la grammatica, la sintassi e la fonetica giuridico-legale arricchendo le proprie conoscenze (apprendimento);
– acquisisca la padronanza della comprensione e dell’uso sia orale che scritto della lingua (addestramento);
– metta in pratica con continuità e senza limitazioni contestuali e spazio- temporali le conoscenze, le abilità e le competenze acquisite (allenamento);
– interiorizzi quanto ha formato oggetto di apprendimento, addestramento, allenamento, fino ad acquisire la capacità pratica (skill) di utilizzarlo con proprietà senza eccessiva difficoltà (esperienza) e, nel migliore dei casi auspicabili, in modo automatico.
Il corso offre anche gli strumenti idonei a dare risposte concrete alle esigenze comunicative della giustizia internazionale, europea e nazionale, sia istituzionale che alternativa.
La partecipazione al percorso – a parte una divertente prova di ingresso finalizzata più a capire reciprocamente con chi si ha a che fare che a selezionare e magari ghettizzare i partecipanti (quindi impropriamente mock exam) – non richiede attestazioni né diplomi. A quanti sono in possesso di certificazioni linguistiche accreditate, il cammino potrebbe apparire, per alcuni aspetti e in diversa misura, una ripetizione. Costoro avranno più di una occasione per sperimentare che non è esattamente così. E comunque, niente male: repetita iuvant!
Nel differenziarsi da altri eventi formativi, il progetto mira ad offrire strumenti permanenti soprattutto di carattere metodologico che, una volta acquisiti, consentono di orientarsi e affrontare i principali problemi che insorgono nei rapporti con figure soggettive o entità, istituzionali o private, di altri paesi; quindi rendono possibile parlare e scrivere correttamente dell’ordinamento giuridico, del sistema giudiziario, della professione legale in Italia.
L’offerta non riguarda perciò un corso – anche se questo è il termine con il quale normalmente ci si esprime in questi casi – ma solo un breve tratto del più ampio percorso lifelong / lifewide di formazione continua per gli avvocati (Lawyers Continuing Education), segnato da aree disciplinari fondamentali, giuridiche ed extra giuridiche, tra le quali ultime emerge quella della comunicazione nella parte specificamente dedicata al come utilizzare correttamente il linguaggio giuridico nella propria lingua e in (almeno) una lingua di un altro stato membro dell’Europa.
Su queste premesse e su quelle del Quadro Comune di Riferimento Europeo, che ne costituisce il punto di fuga, il progetto prevede anche il recupero dell’inglese comune.
Category: Formazione, Italia



