La Commissione europea lancia una nuova strategia per accelerare ricerca, innovazione e adozione tecnologica nel settore agroalimentare.
La Commissione europea ha ufficialmente cambiato passo sulla ricerca e l’innovazione nel settore agricolo e alimentare.
L’obiettivo è chiaro: trasformare l’eccellenza scientifica del continente in soluzioni concrete e applicabili sul campo, aiutando agricoltori, imprese e consumatori a navigare le sfide del futuro.
Per farlo, Bruxelles ha adottato una nuova comunicazione che introduce due grandi driver strategici, pensati per orientare i finanziamenti e la programmazione politica dei prossimi anni:
- AgRI 2040: dedicato ad agricoltura, silvicoltura e aree rurali, con un focus che spazia dalla salute dei suoli alla digitalizzazione, dall’intelligenza artificiale alla robotica.
- Food 2040: incentrato sui sistemi alimentari, sulla pesca e sull’acquacoltura, con un occhio di riguardo per le diete sostenibili, l’efficienza delle risorse e l’empowerment dei consumatori.
Un ecosistema più unito per startup e PMI
La vera novità di questo approccio sta nella volontà di accorciare la distanza tra i laboratori di ricerca e il mercato. La strategia punta infatti a sostenere attivamente startup, scale-up e piccole e medie imprese, facilitando la co-creazione e il test di soluzioni innovative in contesti reali insieme agli utenti finali.
Il tutto poggiando su sei priorità condivise: competitività, resilienza e sicurezza alimentare, tutela delle risorse naturali, nutrizione e salute, equità sociale e cooperazione globale.
Verso Orizzonte Europa e il Fondo per la competitività
Questa architettura strategica farà da bussola per i futuri programmi di finanziamento dell’Unione, inserendosi nel perimetro di Orizzonte Europa (2028-2034) e delle sezioni chiave del Fondo europeo per la competitività.
Il primo banco di prova concreto sarà a Bruxelles il 24 e il 25 settembre, in occasione della conferenza di lancio AgRI 2040, aperta dai commissari Christophe Hansen ed Ekaterina Zaharieva per raccogliere le istanze della comunità scientifica e imprenditoriale.
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