La scelta dello stage all’estero

| 20 Marzo 2012 | 9 Comments

il_mappamondo
Sono sempre di più i giovani che vogliono fare lo stage all’estero. Per necessità: perché sperano che aumentino così le chance per trovare un lavoro al rientro o dopo la conclusione degli studi. Per curiosità: perché vogliono addentrarsi per un periodo di qualche mese in un contesto straniero. Per crescita linguistica e professionale: perché un periodo nella vita reale conferisce sicurezza nell’applicazione che nessuna formazione può garantire.
Trovare il paese e il posto adeguato per la realizzazione di questi obiettivi non è semplice. La scelta dipende da molti fattori, legati alla propria formazione e esperienza professionale, ai propri interessi e perfino, sì, al portafoglio.
Ci sono però alcuni criteri che aiutano a distinguere la strada adatta tra le mille opportunità.

Lingua
Serve una riflessione critica sul proprio livello per individuare il paese “possibile”. Per svolgere con successo lo stage serve almeno un livello medio di lingua locale. Però: secondo ambito di stage esistono numerosi casi dove si opera in inglese. Questo significa che lo stage ideale può esistere anche in Finlandia nonostante non si sa il finlandese.

Stage possibili
Azienda e percorso di studi devono essere collegate il più possibile. Se si cerca uno stage nel commerciale in Andalusia o in Germania dell’Est, le opportunità sono molto limitate. Nel turismo invece potrebbero aprirsi parecchie opportunità perché gli imprenditori vogliono attirare i turisti italiani e lo stagista potrebbe fare da collegamento.

Situazione economica nel Paese di approdo
Quando l’economia non va bene, le conseguenze si riscontrano anche nell’ambito dello stage. Le aziende sono meno propense ad accettare stagisti perché non hanno abbastanza lavoro neanche per i dipendenti fissi. Oppure l’azienda è in fase di ristrutturazione e i lavoratori sono in mobilità: in entrambi i casi difficilmente avviene l’inserimento.

Visto
Fuori dall’Unione Europea serve un visto per svolgere un periodo di formazione. Il numero dei visti, di qualsiasi tipo, è sempre limitato: ciascuno Stato ne stabilisce la quantità anno per anno. Raggiunto questo numero, nell’anno in questione non ci sono altre possibilità. In poche parole: la ricerca di uno stage lontano dal proprio Paese deve iniziare con grande anticipo.

Paesi con criteri “K.O.”
Per vari motivi un paese può non essere adatto allo svolgimento dello stage: questioni religiose (un ateo in una cittadina batista nel Sud degli Stati Uniti oppure in Arabia Saudita), questioni di genere (donne in Pakistan), numero limitato di aziende nel settore d’interesse (Malta), questioni di sicurezza (Columbia).

Denaro
Borse di studio e rimborsi dall’azienda aiutano enormemente a sostenere i costi di viaggio e di sostentamento sul posto, ma raramente sono sufficienti. Senza fondi propri l’idea dell’estero è meglio scartarla subito per non rimanere delusi.

Evitare i luoghi classici di villeggiatura
Perché non unire l’utile al dilettevole? Dopo 8 ore nell’ufficio marketing, perché non stendersi sotto il sole di Ibiza? Esigenza più che giusta, visto che la vita non è solo lavoro. Ma non dobbiamo meravigliarci se il responsabile delle risorse umane, leggendo il nostro CV, si chiede: «Ma a Mikonos ha fatto veramente uno stage oppure si è fatto fare una bella referenza tramite qualche amico e invece ha passato le giornate in spiaggia?».

Clima
Meno importante in Europa, fuori è fondamentale la domanda: la mia salute regge le condizioni climatiche del paese desiderato? Chicago è un luogo fantastico ma nei mesi invernali il vento del lago porta la temperatura anche a meno 25°C. Calcutta offre un laboratorio particolare, con una crescita economica di quasi 10% all’anno ma soffre del monsone, ha un’umidità altissima e temperature elevate.

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Category: Mobilità, News

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