La spinta della Commissione Europea alla London Climate Action Week: meno emissioni e più elettricità
La transizione ecologica globale accelera il passo e trova nuovi alleati strategici. Durante l’ultimo vertice internazionale è stata ufficialmente lanciata “Electrify Now”, una piattaforma globale nata per accelerare l’elettrificazione nei tre settori che oggi dipendono maggiormente dai combustibili fossili: i trasporti, l’industria e gli edifici.
Sostenuta attivamente dall’Unione Europea, dal Canada, dal Regno Unito e da una storica coalizione di presidenze COP (tra cui Brasile, Australia, Turchia ed Etiopia), l’iniziativa punta a un traguardo ambizioso: coprire il 35% del fabbisogno energetico finale globale tramite energia elettrica entro il 2035.
Per riuscirci, la piattaforma si concentrerà sulla modernizzazione delle reti elettriche, sul potenziamento dei sistemi di stoccaggio e sulla creazione di catene di approvvigionamento solide e resilienti per la produzione di energia pulita.Parallelamente alla spinta sull’elettrico, il fronte climatico internazionale si compatta contro uno dei nemici più insidiosi dell’atmosfera: il metano.
L’Unione Europea e il Canada, leader del Global Methane Pledge, hanno accolto con forza il nuovo appello all’azione lanciato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres. Il metano è infatti il secondo responsabile del riscaldamento globale dopo la $CO_2$. Abbattere queste emissioni rappresenta la via più rapida ed economicamente vantaggiosa per frenare l’aumento delle temperature, portando con sé benefici immediati anche per la qualità dell’aria e la salute pubblica.
Questo nuovo piano si allinea perfettamente con lo storico impegno della COP26, che punta a tagliare le emissioni globali di metano del 30% entro il 2030, una sfida già sottoscritta da ben 159 Paesi.L’urgenza di intervenire è dettata anche da ragioni puramente economiche e di sicurezza energetica, in particolare nel settore industriale.
I dati dell’Agenzia Internazionale per l’Energia evidenziano che solo nel 2024 sono andati persi oltre 350 miliardi di metri cubi di gas a causa di perdite, sfiati e combustioni in torcia (flaring). Proprio per questo, l’UE, il Regno Unito e il Canada hanno ribadito la necessità di azzerare questi sprechi.
Eliminare le fughe di gas e porre fine alle pratiche di rilascio in atmosfera non è solo un dovere ambientale, ma una mossa strategica per aumentare la disponibilità di energia sul mercato, stabilizzare i prezzi e rendere l’intero sistema energetico globale molto più sicuro e indipendente.
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