L’educazione all’imprenditorialità fa progressi, ma non in Italia

| 19 Aprile 2012 | 9 Comments

androulla_vassiliou
Otto paesi (Danimarca, Estonia, Lituania, Paesi Bassi, Svezia, Norvegia, Galles e la parte fiamminga del Belgio) hanno messo in atto strategie specifiche per promuovere l’educazione all’imprenditorialità, mentre altri tredici (Austria, Bulgaria, Repubblica Ceca, Finlandia, Grecia, Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Turchia) l’hanno inserita nelle loro strategie nazionali per la formazione continua, la gioventù o la crescita.
La metà dei paesi europei ha intrapreso un processo di riforma dei sistemi d’istruzione che prevede anche il potenziamento dell’educazione imprenditoriale. La relazione, intitolata “Entrepreneurship Education at School in Europe” (“Educazione all’imprenditorialità nelle scuole in Europa”), si basa su dati rilevati in 31 paesi e 5 regioni europee.
Secondo quanto affermato da Androulla Vassiliou, Commissario responsabile per l’istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù, “L’educazione all’imprenditorialità è un motore di crescita futura e contribuirà a ispirare gli imprenditori di domani. Per continuare a essere competitiva, l’Europa deve investire sui suoi cittadini, sulle loro abilità e sulle loro capacità di adattamento e innovazione. Ciò significa che dobbiamo incoraggiare l’adozione di una nuova mentalità europea incentrata sull’attitudine all’imprenditorialità, e il primo passo in questa direzione consiste nell’instillare uno spirito imprenditoriale fin dalle tappe iniziali del sistema scolastico.”

La relazione mostra che nei due terzi dei paesi analizzati l’educazione all’imprenditorialità è esplicitamente riconosciuta nei programmi dell’istruzione primaria. Sebbene non venga insegnata come materia specifica nelle scuole primarie, la metà dei paesi presi in esame ha definito obiettivi formativi correlati ad attitudini e abilità imprenditoriali quali lo spirito di iniziativa, la creatività e l’assunzione di rischio.

Nell’istruzione secondaria, la metà dei paesi integra l’imprenditorialità nei programmi di materie obbligatorie come economia e scienze sociali. In due paesi (Lituania e Romania) l’imprenditorialità rappresenta una materia obbligatoria a sé stante. Quattro paesi (Lituania, Romania, Liechtenstein e Norvegia) specificano obiettivi formativi imprenditoriali pratici.

Dalla relazione emerge che una dozzina di paesi sostiene iniziative collegate all’educazione all’imprenditorialità, potenziando ad esempio una stretta collaborazione tra scuola e imprese e l’avviamento di piccole attività gestite da studenti. Ciononostante, una formazione specifica per gli insegnanti in quest’area è disponibile solo nella comunità fiamminga del Belgio, in Bulgaria e nei Paesi Bassi. Solo un terzo dei paesi europei mette a disposizione linee guida e materiali d’insegnamento specifici a livello nazionale per l’educazione all’imprenditorialità.

Per quanto riguarda l’Italia, è menzionato il progetto “Impresa formativa simulata – IFS”, una metodologia innovativa di apprendimento che offre agli studenti e agli insegnanti la possibilità di misurarsi con le problematiche legate alla costituzione e poi alla gestione di un’impresa.

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Category: Curiosità, Novità dall'UE

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