L’idrogeno rinnovabile: quali vantaggi per l’UE?
Scopri quali sono i benefici dell’energia a idrogeno e come l’UE vuole metterla al centro della transizione verde.
Energia pulita: la chiave verso la neutralità climatica dell’Europa
Nel percorso che porterà alla neutralità climatica dell’Europa e a un pianeta più pulito grazie al Green Deal europeo, è essenziale il rinnovo dell’intera filiera energetica e la creazione di un sistema energetico totalmente integrato. La transizione verso un’economia sostenibile, dovrebbe essere combinata con l’accesso a un’energia pulita, conveniente e sicura per consumatori e imprese.
Su consumi e produzione energetica l’UE sta affrontando una grande sfida, poiché nel 2018 questi hanno rappresentato il 75% delle emissioni di gas serra, e poiché la dipendenza dalle importazioni energetiche di petrolio e gas è ancora al 58%.
A luglio 2020 la Commissione ha proposto una strategia per l’idrogeno per un’Europa climaticamente neutra allo scopo di velocizzare lo sviluppo di idrogeno pulito, come elemento chiave per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
Come garantire un idrogeno privo di emissioni Co2?
Esistono vari tipi di idrogeno, suddivisi in base al processo di produzione e alle emissioni di gas serra prodotte. L’idrogeno pulito (‘idrogeno rinnovabile’ o ‘idrogeno verde’) viene prodotto dall’elettrolisi dell’acqua che, utilizzando energia elettrica da fonti rinnovabili, non emette gas serra durante le fasi di produzione.
Gli eurodeputati insistono sull’importanza di classificare le diverse tipologie di idrogeno e intendono uniformare la terminologia dell’UE per distinguere chiaramente l’idrogeno rinnovabile, da quello a bassa emissione di carbonio.
A questo proposito, durante la sessione plenaria di maggio 2021, i deputati si sono espressi sulla proposta della Commissione, sostenendo che l’idrogeno verde, prodotto da risorse rinnovabili, sia l’unico in grado di poter contribuire in modo sostenibile, al raggiungimento della neutralità climatica nel lungo termine.
Al momento, l’idrogeno gioca un ruolo marginale nella filiera energetica e questo a causa di elevati costi in termini di competitività, della scala di produzione, delle esigenze infrastrutturali e della sicurezza percepita. Tuttavia l’idrogeno potrebbe garantire trasporto, riscaldamento e processi industriali a emissioni zero, nonché uno stoccaggio di energia inter-stagionale.
Gli eurodeputati vogliono che Commissione e paesi membri uniscano le forze per incentivare la produzione e l’uso dell’idrogeno rinnovabile.
Quali sono i benefici dell’idrogeno?
L’idrogeno rappresenta il 2% del del mix energetico UE, sebbene per il 95% della sua produzione si ricorra ancora a combustibili fossili, con la conseguenza di un rilascio di 70-100 milioni di tonnellate di CO2 all’anno.
Secondo la ricerca, le energie rinnovabili potrebbero provvedere un contributo sostanzialmente sulla filiera energetica dell’UE nel 2050. Nella fattispecie, l’idrogeno potrebbe rappresentare fino al 20% dell’energia e, nello specifico, provvedere tra il 20 e il 50% del fabbisogno per i trasporti e tra i 5 e il 20% del fabbisogno per l’industria.
Un’economia basata sull’idrogeno rinnovabile potrebbe ridurre in maniera significativa l’impatto del cambiamento climatico rispetto a un’economia basata sui carburanti fossili.
Date le sue caratteristiche, l’idrogeno può costituire un ottimo combustibile poiché:
- il suo utilizzo come fonte energetica non emette gas serra (l’acqua è l‘unico derivato del processo)
- può essere usato per produrre altri gas, come i combustibili liquidi
- le infrastrutture esistenti (stoccaggio e trasporto dei gas) possono essere riconvertite a idrogeno
- la sua densità energetica è maggiore di quella delle batterie, e quindi può essere utilizzato per trasporti a lunga distanza e merci pesanti.
Cosa chiede il Parlamento?
- incentivi per incoraggiare la domanda e creare un mercato dell’idrogeno europeo e un rapido sviluppo dell’infrastruttura a idrogeno
- una progressiva eliminazione dell’idrogeno di origine fossile il piú rapidamente possibile
- la certificazione di tutte le importaizoni di idrogeno, seguendo gli stessi criteri previsti per la produzione nell’UE, ivi compresi produzione e trasporto, per evitare la delocalizzazione della CO2
- una valutazione della possibilità di riprogrammare i gasdotti esistenti per il trasporto e lo stoccaggio sotterraneo dell’idrogeno
L’Idrogeno come carburante alternativo dell’UE
Nel 2022, mentre l’UE si appresta ad allontanarsi dalla dipendenza di combustibili fossili russi e a lavorare verso il proprio obiettivo della neutralità climatica entro il 2050, la Commissione europea ha presentato la strategia energetica RePower per un’energia più sostenibile, sicura e conveniente. Secondo questo schema, l’UE l’Ue dovrebbe aumentare la produzione d’idrogeno entro il 2030, portando a 20 megatonnellate/anno rispetto alle 10 megatonnellate/anno proposte nella strategia per l’idrogeno 2020.
Nell’ambito della legislazione per ridurre le emissioni di gas serra – nota come Pronti per il 55 – nell’ottobre 2022, i deputati hanno adottato la loro posizione sul progetto di norme dell’UE per stimolare la diffusione di stazioni di ricarica e di rifornimento alternativo, in particolare per l’elettricità e l’idrogeno. Nel 2021, l’UE aveva 136 punti di rifornimento di idrogeno e i deputati chiedono l’installazione di stazioni di rifornimento di idrogeno ogni 100 km lungo le principali strade dell’UE entro il 2028.
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