Nuova indagine Eurobarometro sui giovani e la democrazia

| 30 Ottobre 2026

I giovani europei sono sempre più attivi, partecipi e consapevoli del proprio ruolo nella società. A confermarlo sono i dati della nuova indagine Eurobarometro pubblicata dalla Commissione europea, un quadro dettagliato sulle opinioni dei cittadini tra i 15 e i 30 anni in merito alla democrazia, alle prospettive di carriera e alle sfide del presente.

L’indagine giunge in un momento chiave, mentre si gettano le basi per la nuova Strategia dell’UE per la gioventù post-2027, evidenziando una crescita netta dell’impegno civico e sociale: ben il 75% degli intervistati ha dichiarato di aver partecipato alle attività di almeno un’organizzazione nell’ultimo anno (in aumento rispetto al 64% del 2024), con una predilezione per i club sportivi e le associazioni giovanili.

Inoltre, oltre la metà dei ragazzi (55%) si è spesa in prima persona in iniziative per il cambiamento sociale, dimostrando una spinta pragmatica verso il miglioramento delle proprie comunità.

Questa dinamicità si riflette fortemente anche nella dimensione transnazionale e nella mobilità. Il 60% dei giovani europei – con un balzo di 17 punti percentuali rispetto alla rilevazione del 2024 – ha preso parte ad attività in un altro Paese dell’Unione, tra soggiorni di studio, scambi culturali, eventi sportivi o progetti di volontariato.

I risultati dell’Eurobarometro si inseriscono nel solco della campagna europea “Proteggiamo ciò che conta – La nostra democrazia”, pensata per promuovere un ruolo da protagonisti nella vita democratica dell’Unione. Un impegno testimoniato anche dal lavoro del panel europeo di cittadini, formato per un terzo da under 30, che sta formulando raccomandazioni concrete per rafforzare la resilienza democratica delle istituzioni.

Traspare chiaramente dal sondaggio la percezione del valore dell’Europa: il 75% dei giovani ritiene infatti che le decisioni dell’UE abbiano un impatto diretto e concreto sulla vita quotidiana. Quando si tratta di priorità per il futuro della loro generazione, le richieste principali riguardano la tutela della pace (33%), il contrasto alla povertà e alle disuguaglianze (32%) e la creazione di nuove opportunità lavorative (31%).

I giovani chiedono a gran voce che le politiche giovanili mettano al centro le problematiche più stringenti della vita di tutti i giorni, in primis l’occupazione e il caro vita (40%), considerate prioritarie rispetto ad altre azioni come l’inclusione nei processi decisionali, i finanziamenti dedicati o la comunicazione sui programmi disponibili.

Per far sentire la propria voce e influire sul cambiamento, le nuove generazioni continuano a credere nei canali tradizionali ma guardano con forza al digitale: la partecipazione al voto (33%) e la presenza attiva sui social media (32%) si confermano gli strumenti ritenuti più efficaci per plasmare il futuro.

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Category: News, Novità dall'UE

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