Più lingue e internet: la nuova strategia dell’istruzione

Si chiama “Ripensare l’istruzione” la nuova strategia inaugurata oggi dalla Commissione europea per sollecitare un importante cambiamento del campo della formazione. Non solo più investimenti ma anche maggiore modernizzazione e flessibilità per rispondere in maniera adeguata ai bisogni reali della società di oggi.
Tecnologia, internet, lingue, insegnanti preparati e motivati. Sono questi alcuni dei punti chiave di “Ripensare l’istruzione” per riuscire a risolvere sia il problema della disoccupazione giovanile, vicina al 23%, sia quello della mancanza di figure professionali specifiche, che lascia scoperti oltre due milioni di posti di lavoro in Europa.
“Ripensare l’istruzione” prevede:
– Maggiore sviluppo delle abilità trasversali e di quelle di base, in particolar modo per le abilità imprenditoriali e per le tecnologie informatiche;
– Un nuovo parametro di riferimento per l’apprendimento delle lingue straniere. L’obiettivo è quello di aumentare il numero di quindicenni che conoscono una lingua straniera, passando dal 42% al 50%, e dal 61% al 75% per quanto riguarda lo studio di una seconda lingua straniera;
– Investire in sistemi d’istruzione e formazione professionali di eccellenza mondiale e innalzare i livelli d’apprendimento sul lavoro;
– Migliorare a livello statale il riconoscimento delle qualifiche e delle abilità, comprese quelle ottenute al di fuori del sistema formale d’istruzione e formazione;
– Sfruttare appieno le tecnologie, in particolar modo internet, per ampliare l’accesso all’istruzione;
– Gli insegnanti devono essere adeguatamente formati, motivati e dotati di spirito imprenditoriale;
– Incentivare un dibattito aperto tra gli Stati membri sul tema del finanziamento dell’istruzione, soprattutto per quanto riguarda quella professionale e superiore;
– Favorire un approccio di collaborazione tra settore pubblico e privato in termini di finanziamento per promuovere l’innovazione e aumentare i collegamenti tra università e mondo del lavoro.
“L’Europa tornerà a una crescita sostenuta – ha detto Androulla Vassiliou, commissario responsabile per l’Istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù – soltanto se produrrà persone altamente qualificate e versatili, in grado di contribuire all’innovazione e all’imprenditoria. A tale fine è essenziale un investimento efficiente e mirato, ma è chiaro che non raggiungeremo i nostri obiettivi riducendo i bilanci destinati all’istruzione”.
Sempre verso questa direzione sono rivolti altri due progetti della Commissione: il programma da 19 miliardi di euro “Erasmus per tutti”, per portare a 5 milioni il numero di persone che usufruiranno di borse di studio per l’estero fino al 2020, e il pacchetto “Occupazione giovanile”, che comprende una proposta di garanzia affinché ai giovani venga assicurata un’offerta di lavoro o di perfezionamento entro quattro mesi dalla fine della scuola o dall’inizio del periodo di disoccupazione.
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