“Posta con la testa”: proteggere la propria identità sui social network

| 13 Marzo 2010 | 8 Comments

Privacy

Facebook, MySpace, Twitter…I cosiddetti social network attraggono sempre più utenti, giovani e meno giovani, per la facilità di condividere informazioni, idee, immagini…Ma come garantire che la nostra vita privata sia rispettata anche sul web? Come educare i ragazzi a difendere la propria privacy? Temi di grande attualità, discussi il 9 febbraio, giornata per “un internet più sicuro”, al Parlamento.

“Prima di postare pensa – quello che pubblichi rimane online!”, questo il titolo del seminario organizzato dalla Commissione europea il 9 febbraio, per riunire intorno allo stesso tavolo giovani utenti dei social network, imprese ed esperti. Tema del giorno: riusciamo a tenere sotto controllo la nostra identità online? Chi e come contribuisce a costruirla? Che rischi per i minori, e quali soluzioni possibili?

Cyber-bullismo e incoscienza

Tutti d’accordo che i social media offrono grandi opportunità. Ma a quale prezzo?

Secondo Michel Walrave (Università di Anversa) i rischi sono di due tipi:

Rischi sociali – ricatti, molestie e fenomeni d cyber-bullismo. I casi più ricorrenti sono insulti, minacce e umiliazioni, via telefono o via internet. Le ricerche condotte in Europa svelano che, a seconda del paese, fra il 30% e il 50% degli adolescenti ha subito qualche forma di cyber-bullismo.

Scarsa consapevolezza – I ragazzi spesso mostrano sorpresa quando si spiega loro chi può vedere il loro profilo e quali informazioni (foto, video, commenti…) possono essere viste anche da professori, genitori, possibili datori di lavoro…

Quali forme di regolamentazione?

Poniamo un caso concreto: qualcuno ha messo su Facebook 20 foto di una serata che ti ritraggono, tutte vanno bene tranne una, che per te è imbarazzante. Ci dovrebbero essere delle regole? O semplicemente sta alle persone di tutelarsi e auto-regolarsi?

Una ONG irlandese ha presentato durante il seminario la campagna “Occhio al tuo spazio”, che promuove un uso responsabile dei social media. Il messaggio centrale è “postato una volta, online per sempre”: la chiave – dunque – è l’educazione e la consapevolezza critica su quello che si mette online.

Un altro problema emerso nel dibattito è che gli adolescenti conoscono le possibilità per limitare l’accesso alle proprie informazioni, ma non ne fanno uso.

Una risposta europea

Il 10 febbraio la Commissione europea e gli amministratori dei 20 più diffusi social network, inclusi Facebook e MySpace, hanno sottoscritto i “principi per un uso sicuro dei social network nell’UE”. Lo scopo è migliorare la tutela soprattutto dei minori, ai quali è dedicata anche una campagna contro il cyber-bullismo.

Il Parlamento nel 2008 aveva già fatto una proposta al Consiglio su come “rafforzare la sicurezza, la protezione dei dati e il rispetto per la vita privata e familiare online”.

Category: Novità dall'UE

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