Pubblicata relazione annuale sull’occupazione in Europa

| 28 Novembre 2009 | 11 Comments

E’ stata appena pubblicata la 21esima relazione annuale sull’occupazione in Europa, da cui emerge l’impatto della crisi sui mercati del lavoro UE, che sta provocando l’inversione di gran parte della crescita occupazionale realizzata a partire dal 2000, con la riduzione di oltre 4 milioni di posti di lavoro. Gli uomini, i giovani, i lavoratori meno qualificati e quelli con contratto temporaneo sono stati i più colpiti dalla contrazione dell’occupazione.

Alcune misure a breve termine, hanno mitigato gli effetti della crisi ma non possono ritenersi di per sé sufficienti per assicurare una ripresa. La relazione analizza due elementi chiave della futura politica UE relativa al mercato del lavoro, cioè il dinamismo dei mercati del lavoro in Europa e le implicazioni del cambiamento climatico sull’occupazione.

In merito al dinamismo dei mercati del lavoro la relazione rileva che il 22% dei lavoratori europei cambia annualmente posto di lavoro. Questo dinamismo non si limita ai paesi tradizionalmente “flessibili” come il Regno Unito o la Danimarca, ma riguarda tutti i paesi dell’UE anche se le cifre vanno dal 14% dei lavoratori in Grecia e dal16% di quelli in Svezia a più del 25% nel Regno Unito, in Finlandia, in Spagna e in Danimarca. Non tutti i lavoratori però hanno beneficiato in pari misura di questa tendenza positiva. Anche se il numero dei disoccupati di lunga durata è calato a partire dagli anni ’90 la problematica è rimasta comunque seria. Negli ultimi anni circa il 45% di tutti i periodi di disoccupazione era di durata superiore a un anno nell’UE rispetto a soltanto il 10% negli USA. Affrontare questa problematica è diventato ancora più urgente da quando è iniziata la crisi.

Per quanto riguarda le implicazioni dei cambiamenti climatici sull’occupazione, le politiche per il contenimento delle emissioni di carbonio modificheranno in modo significativo le strutture occupazionali nell’UE. Anche se gli effetti complessivi di creazione netta di posti di lavoro non fossero estremamente marcati i cambiamenti strutturali derivanti porteranno alla ridistribuzione dei lavoratori tra settori economici e tipi di qualifiche. Il cambiamento climatico e le misure politiche ad esso legate avranno quindi un grande impatto sulla futura domanda di qualifiche. Le nuove competenze richieste dall’economia a basse emissioni di carbonio favoriranno, almeno inizialmente, i lavoratori altamente qualificati. Tuttavia, con l’entrata nel mercato delle nuove tecnologie anche i lavoratori meno qualificati dovrebbero essere in grado di trovare nuovi posti di lavoro a patto che ricevano una formazione adeguata. Perciò le politiche si concentrano sulle qualifiche – per agevolare la transizione verso nuovi posti di lavoro e limitare le carenze e gli squilibri nella disponibilità di qualifiche – unitamente a un adeguato dialogo sociale poiché questi sono gli elementi essenziali per agevolare il passaggio all’economia a basse emissioni di carbonio.

Relazione sull’occupazione in Europa 2009

Category: Novità dall'UE

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