Quando le esperienze all’estero contano più di una laurea
Viaggi, scambi culturali, soggiorni in località lontane: in un colloquio possono raccontare molto di voi e delle vostre capacità di adattamento e di relazione. E se il lavoro che state cercando è nel settore turistico, allora potrebbero trasformarsi nel vostro asso nella manica.
Il lavoro stagionale in strutture alberghiere, campeggi e villaggi turistici è sicuramente uno dei più ambiti per migliaia di giovani e studenti, che aspettano l’estate per rimpinguare il budget destinato alle spese extra nei grigi mesi di studio. Un mondo in pieno fermento in questi mesi, in cui tutto si decide e si organizza. Tra gli aspetti più importanti di questa complessa macchina organizzativa c’è sicuramente quello della selezione del personale: un ruolo centrale è qui giocato dalle agenzie di animazione, cui sempre più aziende si rivolgono per il recruiting nel campo dell’animazione. Un lavoro dinamico e appassionante, ma come riuscire ad affrontare al meglio un colloquio di selezione per queste posizioni? Ne parliamo con Massimiliano Luzzi, responsabile selezione e formazione del gruppo Samarcanda, importante marchio nella fornitura di animazione e spettacolo per villaggi turistici. Per la stagione estiva 2011 le strutture che utilizzeranno il marchio Samarcanda saranno 43, nelle più prestigiose località turistiche italiane e nel mondo, e gli animatori circa 1200. Con Massimiliano Luzzi abbiamo seguito due colloqui di selezione, vi racconteremo quali sono i criteri che ha adottato e a quali aspetti ha guardato con maggiore attenzione per scegliere il profilo migliore.
Il profilo ricercato
La persona selezionata avrebbe lavorato in una importante struttura alberghiera con villaggio turistico e sala conferenze, nel ruolo di addetto alla guest relation; all’accoglienza quindi e alla relazione con i clienti della struttura. Un punto di riferimento importante per tutti gli ospiti della struttura, e a cui sarebbero stati affidati nello specifico gruppi di clienti stranieri di lingua tedesca, soprattutto belgi, tedeschi e svizzeri. Si trattava di una ricerca mirata, effettuata con una certa urgenza, ed era limitata a candidati di sesso femminile. Si cercava quindi una ragazza, anche senza esperienze specifiche nell’animazione all’interno di villaggi turistici o nei servizi di accoglienza in strutture ricettive. Era richiesta però almeno una esperienza lavorativa pregressa a contatto con i clienti e l’ottima conoscenza dell’inglese e del tedesco.
La ricerca è stata condotta attraverso inserzioni su giornali e siti web di annunci di lavoro. Sono arrivati circa 30 curricula, un numero consistente se si considera che il profilo che si stava cercando, pensiamo solo alle due lingue richieste, poteva sicuramente essere classificato come “alto”. Allo screening finale sono arrivate 5 persone. Le prime ad essere state scartate sono state le candidature di persone più grandi di età, perché si è ipotizzato che avrebbero avuto maggiori difficoltà di adattamento alla vita del villaggio turistico che, pur prevedendo le canoniche 8 ore di servizio, richiedeva fondamentalmente un impegno a tempo pieno e la condivisione della vita del villaggio. Alla fine la scelta si è concentrata su due profili.
Candidato A
Circa trent’anni di età e un’ottima conoscenza dell’inglese e del tedesco. Aveva inoltre già maturato una lunga esperienza lavorativa come receptionist alberghiera. Inoltre si trattava di una ragazza del posto, che aveva da subito mostrato interesse per un’esperienza che le avrebbe permesso di mantenere un contatto con la sua famiglia e con il suo ragazzo, ovviamente al di fuori degli orari di lavoro. Negli anni precedenti aveva conseguito una laurea in gestione delle strutture turistiche.
Candidato B
La seconda candidata aveva sì intrapreso un percorso universitario in lingue, ma per abbandonarlo dopo poco. Anche lei trent’anni e un’esperienza di diversi anni come assistente alla clientela presso tour operator, ma soprattutto numerosissime esperienze all’estero. Ha inoltre subito dimostrato, come la prima, un’ottima conoscenza sia dell’inglese che del tedesco. La conoscenza delle lingue è stata valutata, in questo come nel colloquio con la prima candidata, attraverso una breve conversazione in lingua seguita dalla lettura di un articolo in lingua. L’articolo è stato prima tradotto e poi commentato.
La scelta
Entrambe hanno saputo gestire molto bene il colloquio e la conoscenza delle lingue era sostanzialmente uguale. Ci sono stati due elementi che sono stati decisivi. Nel primo colloquio è stata considerata in modo sfavorevole l’attenzione da subito mostrata dal candidato A agli orari di lavoro, e ai tempi in cui avrebbe potuto lasciare la struttura per raggiungere la famiglia. “La candidata sembrava più interessata alla possibilità di lavorare vicino casa che al tipo di impiego che le veniva proposto – ci spiega Massimiliano Luzzi – mostrando poca elasticità nella eventuale gestione di criticità ed emergenze, sempre possibili nel lavoro che sarebbe andata a svolgere, ponendo subito troppi paletti alla sua disponibilità”. Nel secondo colloquio sono state invece valutate positivamente le esperienze avute all’estero dalla candidata B. Il contatto diretto con culture e realtà diverse ha di certo contribuito a costruire un profilo più adatto alla gestione di problemi e imprevisti. In questo caso sicuramente le esperienze internazionali della candidata B sono state valutate con più favore rispetto alla ottima preparazione accademica della candidata A, che invece aveva avuto esperienze lavorative solo in Italia. “La candidata B dava l’impressione di essere quasi più interessata a confrontarsi con esperienza nuove, che al semplice impiego di per sé considerato – ci dice Luzzi – nel colloquio ha raccontato di come fosse riuscita ad affrontare e gestire autonomamente situazioni difficili in paesi lontani, dimostrando così una forte propensione al problem solving”. Per queste ragioni la scelta definitiva è ricaduta sul candidato B.
DECALOGO
A cura di Massimiliano Luzzi, responsabile selezione e formazione del gruppo Samarcanda
1) Presentatevi al colloquio conoscendo bene la realtà in cui aspirate ad entrare. Raccogliete più informazioni possibili, siate sicuri di presentarvi “realmente” per la posizione che viene offerta.
2) Arrivate puntuali al colloquio, in caso di problemi avvisate tempestivamente l’ufficio o la persona di riferimento.
3) Presentatevi in ordine: curati nell’abbigliamento e nell’aspetto.
4) Arrivate al colloquio certi di sapere con chi ed a che ora avete appuntamento.
5) Spegnete o silenziate il cellulare prima di entrare a colloquio.
6) Mantenete una postura corretta di fronte all’intervistatore, evitando di sdraiarvi invece che sedervi
7) Fornite le informazioni richieste, soprattutto coerenti con il proprio CV (se consegnato o inviato in precedenza) evitando i “non ricordo”.
8) Evitate di rispondere per monosillabi, articolate il più possibile le vostre risposte, evitando ripetizioni di dati o concetti già espressi
9) Se avete domande circa il ruolo da ricoprire e le caratteristiche dell’azienda fatele con serenità, se non vi è chiaro qualcosa: chiedete.
10) Evitate di farvi condizionare da stati d’animo o situazioni difficili che state vivendo, considerate il colloquio come un momento in cui vi giocate ex novo la vostra immagine.



