Quanto è digitale il tuo paese?

| 25 Febbraio 2016

digitale_flickr_seo

Quanto è digitale il tuo paese?

Dati recenti mostrano la necessità di intervenire per sbloccare il potenziale dell’Europa

La Commissione europea ha pubblicato i risultati dell’edizione 2016 dell’indice di digitalizzazione dell’economia e della società (DESI). Dallo scorso anno, quando è stata pubblicata la Strategia per il mercato unico digitale, gli Stati membri hanno fatto progressi nella connettività, nelle competenze digitali e nei servizi pubblici. Il ritmo del miglioramento sta però rallentando. Occorre intervenire sia a livello di UE che nei singoli paesi per eliminare gli ostacoli che impediscono agli Stati membri di trarre pieno vantaggio dalle opportunità digitali.

L’Italia, che nell’anno precedente ha fatto pochi progressi, è al 25° posto nella classifica dei 28 Stati membri. Il commercio elettronico ha assunto un ruolo più importante nel fatturato delle PMI, ed è aumentata la copertura delle reti NGA. Tuttavia i progressi sono ancora troppo lenti, anche a causa delle basse competenze digitali della popolazione: il 37% non usa internet regolarmente e il restante 63% svolge poche attività complesse online.

Principali risultati dell’indice di digitalizzazione dell’economia e della società (DESI)

  • La strada per arrivare in cima alla classifica mondiale è ancora lunga: per la prima volta la Commissione ha confrontato l’UE con alcuni paesi in testa alla classifica della digitalizzazione (Giappone, Stati Uniti e Corea del Sud). I risultati preliminari indicano già che i paesi ai primi posti nella graduatoria dell’UE sono anche fra i più digitalizzati al mondo. Ma l’UE nel suo complesso ha ancora molta strada da fare. Ulteriori informazioni sono disponibili in questa scheda informativa.
  • La connettività è migliorata ma rimane insufficiente a lungo termine:il 71% delle famiglie europee ha accesso alla banda larga ad alta velocità rispetto al 62% dell’anno scorso. L’UE è sulla buona strada per realizzare la copertura totale entro il 2020, ma deve essere pronta a soddisfare la domanda futura e a realizzare la prossima generazione di reti di comunicazione (5G). Per questo motivo entro la fine dell’anno la Commissione presenterà una revisione delle norme UE in materia di telecomunicazioni, per affrontare le sfide tecnologiche e del mercato.
  • Migliorare le competenze digitali: nonostante sia lievemente aumentato nell’UE il numero di laureati in discipline scientifiche e tecnologiche e in matematica, quasi la metà degli europei (il 45%) non possiede competenze digitali di base (uso della posta elettronica, strumenti di editing o installazione di nuovi dispositivi).
  • Il commercio elettronico, un’occasione mancata per le piccole imprese: il 65% degli internauti europei effettua acquisti online, ma solo il 16% delle PMI vende sulla rete e meno della metà di queste ultime (il 7,5%) lo fa anche oltre frontiera. Per affrontare questo problema, a dicembre la Commissione ha presentato proposte sui contratti digitali per tutelare meglio i consumatori che fanno acquisti online e aiutare le imprese a espandere le loro vendite sulla rete. La Commissione intende presentare a maggio un pacchetto legislativo per stimolare ulteriormente il commercio elettronico.
  • Più servizi pubblici online, ma sottoutilizzati:gli indicatori mostrano che le amministrazioni pubbliche forniscono una gamma più ampia di servizi online Tuttavia il numero di utenti che interagiscono online con le amministrazioni pubbliche rimane stazionario (32%).

Per saperne di più

Pagina web sul mercato unico digitale (#DigitalSingleMarket)

Sito web del Vicepresidente per il Mercato unico digitale Andrus Ansip (@Ansip_EU)

Sito web di Günther H. Oettinger, Commissario per l’Economia e la società digitali (@GOettingerEU)

Profilo dell’Italia

Sintesi del profilo

Category: Novità dall'UE

Comments are closed.