Relazione “Investire nell’istruzione 2026”: investire per rendere più attrattiva la professione docente

| 30 Settembre 2026

La Commissione europea ha pubblicato la nuova relazione “Investire nell’istruzione 2026”, offrendo un quadro dettagliato degli sviluppi della spesa pubblica nel settore e mettendo al centro del dibattito politico il valore strategico del corpo docente.

Sulla base dei dati più recenti relativi al 2024, i paesi dell’Unione Europea hanno destinato in media il 4,8% del proprio prodotto interno lordo all’istruzione, una percentuale che si traduce nel 9,7% della spesa pubblica complessiva, sebbene continuino a persistere divari significativi tra i diversi Stati membri.

Se da un lato si osserva una fase di stabilizzazione degli investimenti, dall’altro i dati evidenziano come la quota riservata all’istruzione rispetto al totale della spesa pubblica rimanga ancora leggermente inferiore ai livelli registrati prima della pandemia, quando si attestava al 10% nel 2019, per poi scendere al 9,3% nel biennio 2020-2021, risalire al 9,4% nel 2022 e al 9,6% nel 2023.

Il focus principale del rapporto per quest’anno, elaborato anche grazie ai dati dell’Indagine internazionale sull’insegnamento e l’apprendimento TALIS 2024 dell’OCSE, si concentra sui fattori capaci di rendere la professione docente più attrattiva, un tema cruciale considerando che i costi del personale rappresentano in assoluto la voce principale della spesa pubblica educativa nell’UE. Da questo punto di vista emergono segnali incoraggianti ma complessi: oltre tre insegnanti su quattro, pari al 76,5% del totale, dichiarano che se potessero scegliere nuovamente tornerebbero a fare gli insegnanti, confermando una forte vocazione di fondo.

Tuttavia, la relazione sottolinea con forza come la retribuzione adeguata e un reale riconoscimento sociale e professionale giochino un ruolo determinante nel definire l’attrattività della cattedra e nel fronteggiare le sfide future dei sistemi scolastici europei.

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Category: Novità dall'UE

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