Uno studio indica che bisogna porre maggiormente l’accento sulle TI e sulle abilità imprenditoriali nelle scuole

| 22 Novembre 2012 | 1 Comment

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L’insegnamento di abilità in tema di TI, imprenditorialità e cittadinanza è fondamentale per preparare i giovani all’attuale mercato del lavoro, ma le scuole in generale prestano un’attenzione insufficiente a queste abilità trasversali rispetto a quelle di base quali la capacità di leggere e scrivere, la matematica e scienza, come risulta da una nuova relazione della Commissione europea. Parte del problema è legata a difficoltà di valutazione. Ad esempio, soltanto 11 paesi europei (Comunità fiamminga del Belgio, Bulgaria, Estonia, Irlanda, Francia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovenia e Finlandia) dispongono di procedure standardizzate per valutare le abilità in tema di cittadinanza, al fine di sviluppare il pensiero critico e la partecipazione attiva al mondo della scuola e alla società. Un simile sistema di verifica non esiste affatto per l’imprenditorialità e le abilità nel campo delle TI in nessuno dei 31 paesi che hanno partecipato all’indagine (i 27 Stati membri dell’UE, la Croazia, l’Islanda, la Norvegia e la Turchia). La relazione dà inoltre rilievo ai progressi realizzati nell’insegnamento di sei delle otto competenze chiave definite a livello dell’UE per l’apprendimento permanente in tema di conoscenze, abilità e attitudini.
Soltanto se dotiamo i bambini e i giovani delle abilità necessarie, comprese le abilità trasversali, assicureremo che l’Unione europea disponga dei mezzi per rimanere competitiva e cogliere le opportunità offerte dall’economia della conoscenzaha affermato Androulla Vassiliou, Commissario responsabile per l’Istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù. “Questo studio ci indica che vi è ancora spazio per miglioramenti e, ciò che più conta, evidenzia cosa dobbiamo fare per offrire maggiori opportunità ai nostri giovani. «Ripensare l’istruzione», un’iniziativa politica che presenterò domani, delineerà proposte concrete a tal fine.”
Le abilità trasversali sono in generale insegnate nel contesto di altre materie e i curricoli nazionali nella maggior parte dei paesi comprendono le TI, l’imprenditorialità e la cittadinanza. Ma il quadro è diseguale. Nove paesi (Germania, Paesi Bassi, Italia, Grecia, Romania, Irlanda, Danimarca, Comunità fiamminga del Belgio e Croazia) non affrontano direttamente l’educazione all’imprenditorialità nel livello primario mentre le competenze digitali sono trattate nella scuola primaria in tutti i paesi tranne la Croazia.
Stranamente è ancora insolito che le scuole insegnino le competenze digitali nel contesto delle scienze, della matematica e delle lingue. La relazione indica che l’integrazione delle TI, dell’imprenditorialità o dell’educazione alla cittadinanza nelle discipline centrali può imporre alle scuole di cambiare la didattica e di definire obiettivi di apprendimento concordati e adeguati metodi di valutazione.
La relazione fornisce prove analitiche all’indirizzo dei decisori politici e sostiene l’approccio definito nella nuova strategia della Commissione europea “Ripensare l’istruzione”. Vi sono delineate le misure che gli Stati membri devono adottare per assicurare che i loro sistemi d’istruzione e formazione forniscano le abilità necessarie in un posto di lavoro moderno.

Contesto

Nel 2006 sono state definite a livello di UE otto competenze chiave per l’apprendimento permanente in relazione a conoscenze, abilità e attitudini. Esse sono: la comunicazione nella madrelingua; la comunicazione in lingue straniere; la competenza matematica e le competenze di base in campo scientifico e tecnologico; la competenza digitale; imparare ad imparare; le competenze sociali e civiche; senso di iniziativa e di imprenditorialità; consapevolezza ed espressione culturali.
Queste competenze sono fondamentali in una società basata sulla conoscenza per rispondere alle esigenze del mercato del lavoro, della coesione sociale e della cittadinanza attiva. L’idea è assicurare che le persone godano di maggiore flessibilità e adattabilità, soddisfazione e motivazione. La relazione ribadisce i progressi realizzati nell’insegnamento di queste competenze e suggerisce misure per assicurare che l’istruzione e la formazione forniscano risposte all’evoluzione della domanda di abilità. Imparare a imparare e la consapevolezza e l’espressione culturali sono aspetti che la relazione non ha trattato.
La relazione rappresenta una compilazione delle informazioni provenienti da sette relazioni recenti elaborate dalla rete Eurydice e copre l’istruzione dell’obbligo e l’istruzione secondaria generale nei 31 paesi europei trattati. L’anno di riferimento è il 2011-2012.

Eurydice
La relazione è prodotta per la Commissione dalla rete Eurydice che è composta di 38 unità basate in 34 paesi (Stati membri dell’UE, Croazia, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Serbia, Svizzera e Turchia). Eurydice è coordinata e gestita dall’Agenzia esecutiva per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura.
Per ulteriori informazioni
Il testo integrale della relazione in lingua inglese è reperibile qui, estratti (in inglese) sono reperibili qui.

Commissione europea: Istruzione e formazione
Sito web di Androulla Vassiliou

Category: Novità dall'UE

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